Influenza. In 5 anni vaccinazioni calate del 6%. Ricciardi (Iss): “E’ anche colpa dei falsi allarmi”

Influenza. In 5 anni vaccinazioni calate del 6%. Ricciardi (Iss): “E’ anche colpa dei falsi allarmi”

Influenza. In 5 anni vaccinazioni calate del 6%. Ricciardi (Iss): “E’ anche colpa dei falsi allarmi”
Lo ricorda oggi il presidente dell’Istituto superiore di sanità alla luce dei dati della vaccinazione antinfluenzale degli ultimi cinque anni che mostrano un trend negativo nella popolazione generale. Se nel 2009/2010 la percentuale si attestava infatti al 19,6% nell’ultima stagione influenzale dell’anno scorso ci si è fermati al 13,6%.

“L’influenza è ancora al di sotto della soglia epidemica e solo pochi virus sono stati sinora isolati, per lo più in pazienti provenienti dall’estero. La stagione influenzale vera e propria, quindi, non è ancora iniziata. Come avviene ogni anno, ci aspettiamo che la curva inizi a salire nelle prossime settimane, per raggiungere un picco fra gennaio e febbraio. Perciò è questo il momento per proteggersi vaccinandosi”.
 
Così in una nota l’Istituto superiore di sanità che ricorda però che la vaccinazione antinfluenzale ha subito un trend decisamente negativo negli ultimi cinque anni, con un decremento di sei punti percentuali nella popolazione generale. Nella stagione 2009/2010 si attestava infatti al 19,6% contro il 13,6% del 2014/2015. Due punti percentuali netti sono stati persi lo scorso anno. La copertura nel 2013/2014 si attestava, infatti, al 15,6%.  Lo scarto maggiore nel quinquennio si registra tra la stagione 2009/2010 (19,6%) e la stagione 2011/2012 (17,8%). Siamo quindi tornati ai livelli di inizio anni 2000, quando le coperture vaccinali erano decisamente basse.
 
Le coperture relative alla popolazione anziana (età superiore ai 65 anni, a maggiore rischio) hanno seguito lo stesso trend, ovviamente su percentuali maggiori. La copertura vaccinale negli anziani – ricorda ancora l’Iss – che era al di sotto del 50% prima del 2000, era cresciuta, fino a toccare una punta massima del 68,3%, nel 2005/2006, per poi scendere a partire dalla stagione successiva a quella dell’anno pandemico (il 2009), ma  restando al di sopra del 60% fino al 2011/2012, per poi crollare dal 55,4% del 2013/2014 al 48,6% del 2014/2015.
 
“La causa del trend negativo è dovuto in parte a falsi allarmi legati a presunti danni da vaccino o impurità presenti in alcuni lotti – dice il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi – ma in nessun caso, questi allarmi sono stati confermati. Anzi, ci sono diversi studi che mostrano un effetto protettivo del vaccino, sia fra i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni (per i quali comunque la vaccinazione non viene raccomandata in Italia) che nelle persone a rischio di complicanze. In particolare, oltre a ridurre il rischio diretto di gravi complicanze, talvolta letali, insorgenti nel corso di un attacco influenzale, il vaccino è in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, come mostrato da studi sperimentali ed osservazionali condotti in diversi gruppi di popolazione”.
 
Quindi – prosegue la nota dell’Iss – nella letteratura scientifica le evidenze a favore della vaccinazione anti-influenzale sono molte e più che convincenti (vedi anche approfondimenti a fondo pagina). Secondo i dati oggi disponibili, relativamente al vaccino si evince che:
· non esiste alcun motivo per non supportare le campagne di vaccinazione anti-influenzale, soprattutto negli anziani e nelle persone a rischio di complicanze;
· è bene raggiungere coperture vaccinali elevate per ottenere un ‘effetto di gregge’ tale da ostacolare la circolazione del virus nella comunità;
· il vaccino in alcuni casi è un vero e proprio salvavita ed è uno strumento attraverso il quale si ottiene un risparmio, sia in termini di giorni di malattia evitati, che di riduzione di ospedalizzazioni e trattamenti antibiotici.

23 Novembre 2015

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