Responsabilità professionale. Aceti (Cittadinanzattiva): “Inserire norme in stabilità sarebbe scorciatoia inaccettabile”

Responsabilità professionale. Aceti (Cittadinanzattiva): “Inserire norme in stabilità sarebbe scorciatoia inaccettabile”

Responsabilità professionale. Aceti (Cittadinanzattiva): “Inserire norme in stabilità sarebbe scorciatoia inaccettabile”
Così il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva commenta l'ipotesi anticipata ieri dal responsabile sanità del Pd, Federico Gelli. "Si sotttrae il testo al normale iter parlamentare, quantomai necessario visto che incide negativamente sulla tutela dei diritti del malato". Dubbi anche sui possibili risparmi legati al contrasto della medicina difensiva: "Chiediamo di conoscere come siano stati calcolati i 300-350 milioni di euro".

"L'ipotesi annunciata in questi giorni di inserire in Legge di Stabilità alcune delle norme contenute nel Disegno di Legge sulla Responsabilità professionale del personale sanitario, al fine di coprire le spese per le nuove assunzioni di personale necessarie per l'applicazione della Direttiva UE sull'orario di lavoro, è una scorciatoia non accettabile. Non solo perché sottrae il Ddl al normale iter parlamentare, quantomai necessario visto che l'attuale testo, così com'è, incide negativamente sulla tutela dei diritti del malato e non è condiviso neanche da tutte le Organizzazioni rappresentative del mondo sanitario, ma anche perché lo stesso disegno non produce certezze sull'entità degli effetti che avrebbe sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale". Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.
 
"Proprio per questo chiediamo di conoscere come siano stati calcolati i 300-350 milioni di euro di presunti risparmi che dovrebbero derivare dall'approvazione in Stabilità delle misure sulla Responsabilità professionale e soprattutto la tempistica precisa entro la quale questi risparmi dovrebbero concretizzarsi. La questione è particolarmente importante perché il rischio è quello che alla fine i 350 milioni di euro dovranno recuperarli ancora una volta le Regioni e le Asl comprimendo e razionando l'offerta di servizi sanitari, i Livelli Essenziali di Assistenza e i diritti dei cittadini, nonché aumentando i ticket sanitari. In altre parole potremmo trovarci di fronte ad un ennesimo taglio mascherato al Fondo Sanitario Nazionale 2016. Ancora una volta – conclude Aceti – constatiamo come un tema tanto delicato che riguarda soprattutto la relazione e il rapporto di fiducia tra cittadino, professionisti della sanità e il Servizio sanitario Pubblico venga ridotto ad un puro conto economico". 

26 Novembre 2015

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