L’Aquila. Ospedale San Salvatore. Banca degli occhi tra i 9 centri italiani con certificazione di qualità

L’Aquila. Ospedale San Salvatore. Banca degli occhi tra i 9 centri italiani con certificazione di qualità

L’Aquila. Ospedale San Salvatore. Banca degli occhi tra i 9 centri italiani con certificazione di qualità
La struttura, oltre all’attività di esame e selezione delle cornee da destinare ai trapianti, è tra le poche in Italia ad avere risorse professionali e strumentali tali da offrire un’alternativa alla cura di quelle patologie dell’occhio non debellabili con i farmaci attualmente in uso

Un ‘forziere’ di alta tecnologia che, ad ogni trapianto, si apre e mette a disposizione cornee (accuratamente selezionate in laboratorio) a favore di Abruzzo e Molise e che in Italia è tra i pochi a dare una chance di guarigione a malati con patologie dell’occhio inattaccabili dai comuni farmaci. Si tratta della Banca degli occhi dell’ospedale de L’Aquila che, nei giorni scorsi, a Roma, ha partecipato con la Sibo (società italiana banche degli occhi, di cui L’Aquila fa parte), a un evento inedito di portata nazionale: un mega-summit di 500 esperti italiani che fanno parte della Rete della trapiantologia nazionale.

L’Aquila era presente con Germano Genitti, vice presidente nazionale della Sibo, al fianco del numero uno, Davide Camposampiero. “Per la prima volta”, dichiara Genitti, “la Rete nazionale trapianti, tutta insieme, si è ritrovata in un momento di approfondimento e di confronto sulle tematiche prioritarie che riguardano il sistema. E’ stata un’occasione preziosa per favorire, pur con le differenze che caratterizzano le varie reti regionali, uniformità di approccio ed efficacia terapeutica verso i pazienti bisognosi del trapianto. L’Italia è leader in Europa, in tema di trapianti di cornee, con 5.500 interventi l’anno”.

La Banca degli occhi dell’ospedale San Salvatore, oltre all’attività di esame e selezione delle cornee da destinare ai trapianti, è tra le poche in Italia ad avere risorse professionali e strumentali tali da offrire un’alternativa alla cura di quelle patologie dell’occhio non debellabili con i farmaci attualmente in uso. All’Aquila, infatti, oltre alla cornee, vengono ‘processati’ (cioè esaminati e selezionati con sofisticate tecniche di laboratorio) anche le membrane amniotiche, prelevate dalla placenta subito dopo il parto. I tessuti ‘estratti’ dalla placenta vengono reimpiantati nell’occhio per debellare patologie della superficie oculare, come infezioni e ulcere, oggi non neutralizzabili con terapie ordinarie.

Su questo fronte, ogni anno, la Banca aquilana mette sotto la lente d’ingrandimento, per farne un’accurata cernita, oltre 50 tessuti di membrane amniotiche che vengono messi a disposizione degli ospedali di Abruzzo e Molise che ne fanno richiesta per i trapianti. Sono invece circa 150, ogni anno, le cornee oggetto di selezione e destinate a essere reimpiantate. “In Italia, dichiara Genitti, “il nostro lavoro, portato avanti ormai da 13 anni, è molto quotato, come dimostra la nostra presenza nel ristretto novero delle 9 Banche degli occhi che riescono a mantenere, nel corso degli anni, la certificazione di qualità Iso 9001:2008, concessa dal centro nazionale trapianti”.
 

30 Novembre 2015

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