Oliveti: “Garantire il massimo di pensione a tutti, ma nella logica del patto generazionale”
Dottor Oliveti, la riforma significherà che si dovrà pagare di più per avere la pensione?
Bisogna essere realisti. C’è un incremento costante dell’aspettativa di vita, c’è un quadro economico che conosciamo tutti e c’è stato un improvviso innalzamento del periodo per il quale l’Ente è tenuto a garantire l’equilibrio, passato in una notte da 15 a 30 anni. Tutte queste condizioni ci impongono di aumentare i contributi da versare e di dire che, mantenendo aperta l’opzione sul momento in cui si va in pensione tra i 60 e i 70 anni, il calcolo dovrà però tener conto dell’aspettativa di vita. Vogliamo dare a tutti il massimo di pensione sostenibile, ma nella logica del patto tra generazioni, e quindi garantendo anche per il futuro. Altrimenti si pagano le pensioni oggi, magari più ricche, usando i soldi delle generazioni più giovani. Che poi si troverebbero scoperte.
Perché avete annunciato ora questa decisione?
La relazione della Corte dei Conti, relativa ai bilanci 2008 e 2009, è arrivata a fine 2010. Da quel momento ci siamo messi a lavorare per formulare ipotesi di intervento, in un percorso condiviso con il CdA della Fondazione e con le Consulte. Ora abbiamo capito in che direzione muoverci e entro novembre la riforma sarà approvata.
Non era possibile intervenire sulla redditività del patrimonio?
Per fronteggiare la richiesta di garanzia di equilibrio a 30 anni, avremmo dovuto far crescere la redditività degli investimenti in modo pazzesco. E questo si fa in un modo solo: falsificando i bilanci. Oltre tutto, riguardo al patrimonio, è bene ricordare che il nostro continua ad essere sottoposto ad una doppia tassazione.
La vendita di 5.000 case avviata dall’Enpam qualche mese fa è un modo per “fare cassa”?
No, non è stato quello lo scopo della vendita. Il nostro scopo è mettere a reddito il meglio possibile i contributi versati, per poter pagare le pensioni. Invece oggi, investire in case da dare in affitto, con tutti i costi di gestione e di manutenzione, non è conveniente.
E.A.
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21 Aprile 2011
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