Calabria. L’appello della dirigenza infermieristica: “Si avvii un serio processo di accreditamento orientato all’eccellenza”

Calabria. L’appello della dirigenza infermieristica: “Si avvii un serio processo di accreditamento orientato all’eccellenza”

Calabria. L’appello della dirigenza infermieristica: “Si avvii un serio processo di accreditamento orientato all’eccellenza”
Questa la richiesta del Cid per la fase di rinegoziazione del piano di rientro scaduto lo scorso 31 dicembre. "Scegliendo la strada dell'accreditamento all'eccellenza si potrebbe avere la possibilità concreta di scommettere su un cambiamento graduale, basato sull'utilizzo di metodologie scientifiche, procedure sistematiche tali da consentire, agli oltre diecimila operatori sanitari, di modificare progressivamente comportamenti e atteggiamenti al lavoro". 

"Nonostante gli sforzi e lo spirito di abnegazione di molti operatori sanitari che quotidianamente operano in un contesto lavorativo pervaso da gravi disfunzioni organizzative, strutturali, tecnologiche e con macroscopiche carenze di organici, il Servizio Sanitario Regionale della Calabria, se non cambia rotta, è drammaticamente destinato al fallimento". Questo il giudizio del coordinamento regionale degli Infermieri dirigenti che ritiene sia arrivato il momento di chiedere "un cambiamento concreto nel modo di affrontare le gravi criticità della sanità calabrese". 
 
"La classe politica regionale, con in testa il Presidente Oliverio, dovrà, a nostro avviso, utilizzare la fase di rinegoziazione del piano di rientro, scaduto il 31/12/2015, per predisporre, con urgenza, una pianificazione a medio e lungo termine (tre/cinque anni) capitalizzando non solo le capacità di singoli soggetti (Direttori o Commissari) ma anche professionalità con competenze metodologiche, già sperimentate in altre regioni, in grado di avviare un serio processo di accreditamento del Ssr non solo di tipo istituzionale ma puntando decisamente ad un 'accreditamento orientato all'eccellenza' – spiega il Cid in una nota -. Scegliendo la strada dell'accreditamento all'eccellenza si potrebbe avere la possibilità concreta di scommettere su un cambiamento graduale, basato sull'utilizzo di metodologie scientifiche, procedure sequenziali e sistematiche tali da consentire, agli oltre diecimila operatori sanitari, di modificare progressivamente comportamenti e atteggiamenti al lavoro". 
 
 
"Il cambiamento delle metodologie lavorative deve essere guidato da figure professionali già in possesso di specifiche competenze (esperti di sistemi di qualità) da inserire, nelle varie aziende calabresi, con un ruolo di affiancamento costante e relativamente duraturo nel tempo (almeno triennale).
Con il DCA n. 130 del 16/12/2015 la struttura Commissariale, per l'attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del Ssr calabrese, ha emanato le nuove linee guida per la stesura dei nuovi atti aziendali limitandosi ad indicare, per la riorganizzazione aziendale, la definizione di un modello gestionale di ricerca dell'eccellenza basato sul modello EFQM (European Foundation for Quality Management) in grado di sviluppare i sistemi di gestione totale della qualità TQM (Total Quality Management). A nostro avviso – prosegue il coordinamento regionale degli infermieri dirigenti – i sistemi di gestione della qualità non si realizzano con la buona volontà dei singoli operatori o con semplici dichiarazioni di intenti ma facendo ricorso a qualificate professionalità interne e/o esterne alle Aziende, operanti nel settore della qualità e utilizzando risorse economiche straordinarie (fondi europei) per consentire alle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitaria della Regione Calabria di raggiungere, in modo sinergico e uniforme, i livelli di efficienza delle aziende sanitarie delle altre regione italiane". 

Gli Infermieri Dirigenti, prendono atto positivamente di aver previsto in ogni singola azienda sanitaria, ospedaliera ed universitaria il Servizio Infermieristico e si dichiarano "pronti e disponibili a fornire le proprie competenze professionali e scientifiche per un reale progetto di cambiamento che speriamo venga colto dalla classe politica regionale e dalla Struttura Commissariale pena il fallimento del settore sanitario calabrese". 

11 Gennaio 2016

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