Aio: “Da Italia e Spagna news inquietanti su franchising odontoiatrico”
“Quale che sia l’esito di queste indagini – e speriamo umanamente che i rilievi risultino infondati – in periodi di polemiche e di “offensiva mediatica” delle catene odontoiatriche contro gli emendamenti al ddl concorrenza volti ad avocare a professionisti la maggioranza nei centri odontoiatrici, la nostra Associazione ricorda di aver lanciato un allarme un anno e mezzo fa sull’opacità di certa odontoiatria. In particolare – spiega il Presidente AIO Pierluigi Delogu – l’indagine Eurispes-AIO presentata il 6 ottobre 2014 sottolineava come negli ultimi tempi il mercato del franchising odontoiatrico abbia attirato l’attenzione della criminalità organizzata". Recita il testo: “Le mafie agiscono, come già segnalato da Eurispes in diversi studi, come vere e proprie holding finanziarie, individuano i business emergenti e i settori più fiorenti investendo somme ingenti di denaro. Insomma si attivano meccanismi di money laundering: si investe nel mercato “sano”, in settori dove la domanda è alta, se ne trae un guadagno sicuro e “pulito”, e si genera un flusso economico difficile da rintracciare”.
“E’ di oggi la notizia che, alla luce dei recenti accadimenti, l’Associazione Spagnola Odontoiatri chiede cambiamenti legislativi atti a trasformare la struttura di comando di queste holding del dentale per inserirvi un più alto numero di odontoiatri per meglio controllare la comunicazione. I nostri omologhi spagnoli – sottolinea Delogu – chiedono anche regole per fermare questo modello di business che antepone il mercato al paziente. AIO ribadisce pertanto che gli emendamenti proposti al ddl concorrenza, tra l’altro da un altro sindacato, rappresentano un’esigenza di chiarezza comune e condivisa nella Professione Odontoiatrica”.
“Ma c’è un secondo aspetto dell’indagine Eurispes-AIO che oggi ci preme sottolineare: appare indifferibile l’esigenza per tutta la sanità e, in particolare, per gli odontoiatri di dotarsi di una legge quadro di riferimento nazionale per uniformare gli adempimenti necessari all’apertura di uno studio odontoiatrico, adempimenti oggi condizionati da venti riti regionali il cui peso burocratico è eterogeneo e in certi casi insopportabile. Torniamo ad auspicare un protocollo unico nazionale che renda chiare le competenze degli operatori e uno snellimento delle procedure autorizzative per tutti gli studi odontoiatrici monoprofessionali (diversi dunque dagli ambulatori) che ridurrebbe molto i costi a carico della Pubblica Amministrazione e favorirebbe la libera impresa di liberi, onesti professionisti».
16 Febbraio 2016
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