Prolasso vaginale. Più efficace la riparazione con reti sintetiche

Prolasso vaginale. Più efficace la riparazione con reti sintetiche

Prolasso vaginale. Più efficace la riparazione con reti sintetiche
L’impiego di reti sintetiche per la riparazione del prolasso vaginale, appare più efficace rispetto a quello con tessuto naturale, anche se di poco, È quanto emerge da una revisione che ha preso in considerazione 37 studi randomizzati e controllati che testavano le riparazioni di prolasso con le reti su un totale di 4.023 donne.

(Reuters Health) – Secondo una revisione degli studi, condotta da ricercatori australiani e riportata in Cochrane Library, l’impiego di reti sintetiche per la riparazione del prolasso vaginale, appare più efficace rispetto a quello con tessuto naturale, anche se si tratta di un beneficio complessivamente modesto. I ricercatori hanno scoperto che fino a tre anni dopo l'intervento chirurgico, le donne il cui prolasso era stato riparato con reti artificiali hanno incontrato meno probabilità di recidive, ma anche più probabilità di avere l'incontinenza, con reti esposte o introdotte per un altro intervento chirurgico. “Circa una su 20 donne nelle quali il prolasso è stato fissato con il tessuto naturale ha subito un secondo intervento, rispetto a circa una donna su 10 che aveva avuto la correzione del prolasso con la rete artificiale”, ha dichiarato l'autore della revisione Christopher Maher del Royal Brisbane Women's Hospital in Australia. Il prolasso si manifesta dopo la gravidanza nel 40 – 60% delle donne e ogni anno.
 
Le evidenze
La revisione ha preso in considerazione 37 studi randomizzati e controllati che testavano le riparazioni di prolasso con le reti su un totale di 4.023 donne. Complessivamente, la recidiva del prolasso è stata inferiore del 60% con l’utilizzo delle reti. “In altre parole – osservano i ricercatori – se il 38% delle donne ha avuto una recidiva dopo la riparazione con tessuti naturali, solo una percentuale compresa tra l’ 11 e il 20% avrebbe avuto una recidiva dopo la riparazione con le reti artificiali. Tuttavia queste ultime incontravano maggiori possibilità di avere l’incontinenza, di avere reti esposte e di avere altri problemi, come le lesioni alla vescica, e avevano anche maggiori probabilità di doversi sottoporre ad un altro intervento chirurgico. Maher ha anche rilevato l’importanza di informare le donne sulle opzioni d’intervento e sulle eventuali conseguenze. Ha poi aggiunto che i medici "dovrebbero attendere i dati comparativi sulle innovazioni introdotte in questi tipi d’intervento per assicurarsi che siano stati pienamente valutati prima dell'introduzione nei vari percorsi di trattamento". Inoltre, "le donne dovrebbero essere prudenti" nella scelta di trattamenti innovativi che siano adeguati alle loro condizioni individuali. Un altro ricercatore, John Gebhart urologo e ginecologo della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota ha aggiunto che nei prossimi due anni, sarà probabilmente disponibile un maggior numero di dati sull’impiego delle reti artificiali, poiché saranno completati gli studi ordinati dalla FDA. Comunque è necessario che i pazienti abbiano piena consapevolezza sui progressi raggiunti in queste procedure e che si consultino spesso col medico per acquisire le informazioni aggiornate sui vantaggi e gli svantaggi di tali interventi chirurgici.
 
Fonte: Cochrane Library 2016

Andrew M. Seaman
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Andrew M. Seaman

17 Febbraio 2016

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