Celiachia. Più biopsie per diagnosi certa

Celiachia. Più biopsie per diagnosi certa

Celiachia. Più biopsie per diagnosi certa
Secondo alcuni ricercatori statunitensi e inglesi, nella celiachia, ulteriori prelievi bioptici da qualsiasi sito duodenale, oltre a quello nel bulbo duodenale (D1) generalmente utilizzato per la prima diagnosi , migliorano la diagnosi convenzionale e aiutano a diagnosticare le forme di celiachia sporadiche e di brevissima durata.

(Reuters Staff) – Secondo uno studio pubblicato su Gastroenterology, condotto da Peter D. Mooney del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, la celiachia è generalmente sottodiagnosticata e il bulbo duodenale (D1) potrebbe rappresentare essere l'unico sito dove si rileva l’atrofia dei villi, specie nella celiaca di nuova diagnosi. Tuttavia, questo approccio non è ancora pienamente accettato anche perché i dati in proposito sono limitati. 
 
Lo studio pubblicato
Per approfondire la questione i ricercatori hanno studiato più di 1.300 pazienti, sottoposti ad endoscopia, procedendo ai prelievi duodenali di routine nel bulbo duodenale e nella seconda parte del duodeno (D2). In totale, 268 pazienti (19,4%) sono stati diagnosticati con malattia celiaca e 171 sono stati sottoposti a biopsia quadratica in D1. Di questi, 65 pazienti (38%) sono stati diagnosticati con la malattia celiaca.

Tra i partecipanti, 26 pazienti mostravano atrofia dei villi confinata in D1 e sono stati diagnosticati come disturbi ossessivo compulsivi. Di questi, sette mostravano biopsie D2 del tutto normali. “Un prelievo bioptico da qualsiasi sito oltre a quelli in D1 – sottolineano i ricercatori – ha aumentato la sensibilità di rilevazione della malattia celiaca di circa il 10%. I pazienti con celiachia sporadica e di brevissima durata (USCD) erano significativamente più giovani, avevano bassi titoli di anticorpi anti-transglutaminasi tissutale, e meno frequentemente presentavano diarrea. Il gruppo con la celiachia classica mostravano probabilità significativamente più elevate di avere un deficit di ferritina o di folato rispetto al gruppo USCD o ai controlli. Tutti i pazienti con diagnosi di USCD e la malattia celiaca classica hanno ricevuto una consulenza specialistica dietetica. Mediamente dopo circa 15,5 mesi, non vi era alcuna differenza significativa tra la mediana dei punteggi dei sintomi di miglioramento tra i pazienti con celiachia classica e quelli con USCD e neppure sulla dieta priva di glutine".
 
Fonte: Gastroenterology 2016

David Douglas

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

David Douglas

18 Febbraio 2016

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