Ecco il decreto Salute/Mef con le linee guida per piani di rientro ospedali in deficit. Ad oggi 53 aziende a rischio con un buco di 1,8 miliardi
Quando scatta il Piano di rientro.
Il Piano scatta quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:
a) uno scostamento tra costi e ricavi pari o superiore al 10% dei suddetti ricavi, o, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro;
b) il mancato rispetto dei parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure.
A questo punto gli Enti individuati (entro il 30 giugno di ogni anno mentre per il 2016 entro il 31 marzo) dovranno predisporre entro 90 giorni un Piano di rientro da trasmettere alla Regione.
I Piani di rientro aziendali in caso di scostamento tra costi e ricavi dovranno essere disegnati sulla base dei seguenti passi:
1) analizzare la situazione economico-gestionali dell’azienda negli ultimi 3 anni anche alla luce dei cambiamenti intervenuti, anche normativi, caratterizzanti il contesto di riferimento, al fine di comprendere le cause sia interne che esterne alla gestione che abbiano portato l’azienda nella situazione attuale:
2) sulla base di quanto emerge dalle analisi di cui al punto precedente, definire la strategia da perseguire nei successivi anni, individuando obiettivi, interventi e azioni compatibili con le caratteristiche dell’azienda e in coerenza con il ruolo nella rete dell’offerta, perseguendo altresì il riequilibrio economico finanziario delle aziende interessate e la tutela nell’erogazione dei Lea
3) predisporre il Conto economico Tendenziale e programmatico
4) definire gli strumenti di monitoraggio, verifica ed analisi dell’attuazione del Piano di rientro aziendale, attraverso indicatori di tipo quantitativo e qualitativo.
I piani di rientro per il rispetto dei parametri relativi a volumi, qualità ed esiti delle cure dovranno invece essere articolati prevedendo i seguenti elementi:
– verifica della qualità dei dati registrati nei Sistemi Informativi Sanitari
– analisi della situazione attraverso la conduzione di audit clinici e organizzativi
– programma di interventi
La governance del Piano e le verifiche trimestrali
Propedeutica all’assegnazione degli obiettivi è la redazione, presso ciascuna azienda, di un Piano dei centri di responsabilità e dei centri di costo. La direzione strategica di ogni azienda dovrà presentare alla Regione obiettivi chiari, definiti e circoscritti e condividere indicatori che siano comprensibili, confrontabili e fattibili con i centri di Responsabilità, al fine di incentivare la produttività e la qualità della singola prestazione.
Il processo di misurazione e valutazione dovrà essere svolto secondo uno schema logico-temporale che preveda le seguenti fasi:
– definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori
– collegamento tra gli obiettivi e l’allocazione delle risorse
– monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi
– misurazione e valutazione della performance, collettiva ed individuale
– rendicontazione dei risultati.
Si dovrà inoltre prevedere il budget economico destinato ai singoli obiettivi e il dettaglio delle risorse umane e strumentali concordate. Una volta definiti gli obiettivi, seguirà la verifica trimestrale.
Decadenza Dg. Ricordiamo che la legge prevede che tutti i contratti dei direttori generali, inclusi quelli in essere, prevedono la decadenza automatica del direttore generale in caso di mancata approvazione del piano di rientro da parte dell’ente interessato, o in caso di esito negativo della verifica annuale dello stato di attuazione del medesimo piano di rientro.
Sono 53 gli ospedali a rischio Piano di rientro. Buco da 1,8 mld. Obiettivo recuperare 1,4 mld
Secondo la simulazione effettuata sui dati di consuntivo 2014 (l’indicazione vera e propria sarà fatta in base dei dati al IV Trimestre 2015) risultano essere 53 le aziende del Ssn che rischiano di andare in piano di rientro. Dalle stime si evince un “potenziale eccesso” di oltre 1,8 miliardi di euro di disavanzi presunti e un risparmio minimo da raggiungere in tre anni pari ad oltre 1,4 miliardi di euro, corrispondente all’80% del suddetto deficit complessivo.
La maglia nera del deficit delle aziende, in termini di complessivo eccesso, va alla Regione Sicilia, con otto aziende in piano di rientro, seguita dalla Campania con dieci aziende, dal Lazio con sei e dalla Lombardia con cinque.
29 Febbraio 2016
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