Infezioni. Con allattamento al seno e nuovi vaccini, otiti in calo del 14%

Infezioni. Con allattamento al seno e nuovi vaccini, otiti in calo del 14%

Infezioni. Con allattamento al seno e nuovi vaccini, otiti in calo del 14%
Secondo una ricerca Usa, le infezioni all'orecchio si ridurrebbero grazie agli ultimi 'farmaci-scudo' e all'allattamento al seno almeno per i primi tre mesi. Oggi il 46% dei bebè ha un'otite entro il primo anno, negli anni '90 la percentuale arrivava al 60%.

(Reuters Health) – L’allattamento al seno e i nuovi vaccini stanno abbattendo il rischio di infezioni all’orecchio nei bimbi. È quanto emerge da uno studio americano pubblicato su Pediatrics.
 
Circa il 46% dei bimbi contrae almeno un’infezione all’orecchio prima di spegnere la prima candelina e questa rimane la ragione principale delle prescrizioni di antibiotici per i più piccoli, nonostante la percentuale dei baby malati sia in calo rispetto agli anni Novanta, quando toccava il 60%.
I bimbi rientrati nello studio hanno contratto con meno frequenza le otiti se erano stati allattati e se avevano ricevuto i vaccini contro l’influenza e contro lo pneumococco, batterio che può causare infezioni a orecchie, cavità sinusali, polmoni e sangue.

“I genitori dovrebbero assicurarsi che i figli ricevano i vaccini contro i batteri e l’influenza, come raccomandato – ricorda Tasnee Chonmaitree della Universityof Texas Medical Branch di Galveston e autrice principale del lavoro – Dovrebbero inoltre allattarli al seno, evitare l’esposizione al fumo di sigaretta ed evitare il contatto con chi ha il raffreddore”. Queste misure aiuteranno a abbassare le probabilità di infezioni alle orecchie, anche se queste non possono sempre essere evitate come complicazione del raffreddore. “Il comune raffreddore spesso conduce a otiti virali e batteriche, perciò le infezioni all’orecchio sono ancora comuni, anche se l’incidenza è in calo”, aggiunge l’esperta.

Lo studio
Chonmaitree e colleghi hanno seguito 367 bebè sani durante il loro primo anno di vita, monitorandoli per almeno sei mesi o finché non hanno sviluppato un’infezione all’orecchio. Durante il periodo dello studio, 305 bimbi hanno avuto infezioni respiratorie che possono condurre a quelle all’orecchio, e sono state documentate 180 otiti su un totale di 143 bambini.

L’allattamento al seno ha ridotto significativamente il rischio di entrambe le infezioni (respiratorie superiori e all’orecchio). Farlo in modo esclusivo per almeno tre mesi e un inizio ritardato dell’alimentazione tramite formula sono stati fattori associati con un minor rischio di infezioni dell’orecchio.
I pediatri raccomandano l’allattamento al seno esclusivo fino almeno ai sei mesi del piccolo perché può ridurre il rischio per il bebè di infezioni respiratorie e all’orecchio, sindrome della morte improvvisa del lattante, allergie, obesità infantile e diabete.

I bambini possono ricevere il vaccino contro lo pneumococco a partire dai due mesi d’età. Necessitano di una serie di richiami per aumentarne l’efficacia.
I bimbi nati dopo il 2010 che hanno ricevuto la versione più nuova del vaccino contro lo pneumococco che protegge contro più ceppi, sembravano avere meno otiti, ma la differenza è stata troppo piccola per escludere la possibilità che la riduzione sia avvenuta per caso.

I commenti
Lo studio potrebbe non aver incluso abbastanza otiti per dimostrare il beneficio di questo vaccino, che è però probabile abbia influenzato il declino delle infezioni all’orecchio, concludono gli autori del lavoro.

Una bassa esposizione al fumo di sigaretta è stata anche associata con meno otiti, sebbene anche questi risultati non siano statisticamente significativi.
“Gli interventi che riducono il livello dei microbi cattivi nel naso e nella gola del bambino aiuteranno a far diminuire le infezioni dell’orecchio”, sostiene Richard Rosenfeld, chairman di medicina di orecchio, naso e gola al Suny Downstate Medical Center di New York.

“Allattare al seno aiuta a rafforzare il sistema immunitario del piccolo fornendo anticorpi e immunoglobuline che combattono i microbi – aggiunge Rosenfeld – Ridurre l’esposizione al fumo limita l’irritazione della mucosa del naso e della tromba di Eustachio, che rende più difficile per i microbi crescere e raggiungere l’orecchio medio. Per ultimo, i nuovi vaccini rendono i bambini più resistenti a batteri e virus comuni che innescano le otiti”.
 
Fonte: Pediatrics online
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

29 Marzo 2016

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...