Sport e morti improvvise giovanili. Con piccoli accorgimenti si possono prevenire

Sport e morti improvvise giovanili. Con piccoli accorgimenti si possono prevenire

Sport e morti improvvise giovanili. Con piccoli accorgimenti si possono prevenire
Allenamenti misurati nei mesi più caldi dell'anno, persone preparate a reagire in fretta e facile accesso al defibrillatore. Secondo un recente statement americano sulle buone pratica, basta poco per limitare i decessi tra i giovani atleti.

(Reuters Health) – Per ridurre le morti improvvise durante l’attività fisica praticata a scuola basterebbero pochi cambiamenti chiave. A sostenerlo è un nuovo statement americano sulle best practices pubblicato dal Journal of Athletic Training. Secondo gli autori, più del 90% delle morti improvvise nello sport sono dovute a arresti cardiaci improvvisi, colpi di calore da sforzo, ferite alla testa e falcizzazione da sforzo, la pericolosa diminuzione del flusso sanguigno che può verificarsi negli atleti con il tratto falciforme. Attuare politiche di sicurezza basate su evidenze scientifiche come l’acclimatamento per il calore, il test per il tratto falciforme, avere defibrillatori automatici esterni (Aed) disponibili per gli esperti possono ridurre il rischio di tutti e quattro gli eventi.
 
Gli strumenti
Le politiche di acclimatamento per il calore prevedono che nei mesi più caldi dell’anno gli atleti tornino a praticare sport e a sforzarsi in modo graduale. Il Korey Stringer Institute raccomanda non più di una sessione di allenamento al giorno nei primi cinque giorni.Nella seconda settimana, si dovrebbero alternare due sessioni al giorno con una al dì. Nel primo caso, gli allenamenti dovrebbero essere separati da almeno tre ore passate in un ambiente fresco. Il National Collegiate Athletic Association (Ncaa) ha applicato linee guida simili per l’acclimatamento da calore nel 2003, e da allora le morti legate a colpi di calore sono crollate da una o due ogni mese di agosto (come avveniva prima dell’introduzione della nuova politica) ad appena una dal 2003. Le pratiche hanno salvato circa 20 vite tra i giocatori di football del college, stimano gli autori. “L’acclimatamento da calore non costa nulla”, ricorda il coautore dello studio Douglas J. Casa, Ceo del Korey Stringer Institute alla University of Connecticut di Storrs.

Tra il 2000 e il 2010, 10 morti non traumatiche nelle Division I di football dei college sono state in atleti con il tratto falciforme. Dopo il 2010, quando la Ncaa ha richiesto a tutte le istituzioni di offrire lo screening per il difetto genetico o la documentazione di uno screening precedente, c’è stata solo una morte attribuita al tratto falciforme.

“Si può sopravvivere a un arresto cardiaco, causa principale di morti improvvise negli sport giovanili, se viene riconosciuto immediatamente e se si applica la rianimazione cardiopolmonare e viene garantito l’accesso a un defibrillatore, meglio se entro il primo minuto dal collasso”, spiegano gli autori dello statement. Per questo ogni impianto sportivo dovrebbe avere un facile accesso all’Aed. “Nulla ha avuto un’influenza più grande delle politiche con i defibrillatori”, ricorda Casa. Un Aed costa circa mille dollari e può durare 10 anni, ma deve essere posizionato vicino agli impianti sportivi, in modo che le scuole possano usarne più di uno, all’occorrenza, chiarisce l’esperto.
 
Fonte: J Athl Train 2016
 
Kathryn Doyle
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science) 

Kathryn Doyle

30 Marzo 2016

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