Il dibattito. Gelli (Pd), Taverna (M5S), Del Favero (Federsanità), Moccia (Tdm), Silenzi e Lo Presti (Giovani medici e studenti in medicina)
Non è dello stesso avviso Paola Taverna, senatrice del M5S. “La corruzione è un fenomeno figlio della partitocrazia ancora in atto – ha attaccato – I partiti continuano, infatti, ad utilizzare la sanità come un bancomat per inserire nei ruoli apicali figure di loro interesse e per alimentare la macchina del consenso. Purtroppo chi vuole invece denunciare fenomeni di corruzione viene marginalizzato e non è tutelato in alcun modo: nelle aziende sanitarie e ospedaliere siamo del tutto fuori dallo stato di diritto".
Angelo Lino Del Favero, presidente nazionale di Federsanità Anci, ha esaminato la questione sotto un profilo squisitamente tecnico. “Il problema è essenzialmente di sistema – ha spiegato – Negli ultimi anni stiamo assistendo a una diminuzione del numero complessivo delle aziende sanitarie che, invece, assumono dimensioni sempre maggiori. Questa dinamica determina questioni nuove. E’ quindi sempre più importante rinforzare l’informatizzazione dei sistemi e garantire report periodici e puntuali, puntando sui controlli di gestione e su capacità analitiche. Altro nodo risiede nel deficit dei quadri intermedi: occorre migliorare la conoscenza complessiva dei prodotti e delle procedure”. Per Francesca Moccia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, “il fenomeno delle liste d’attesa, quando non governato, diventa un nodo esiziale che produce terreno fertile per la corruzione. Si stanno infatti solidificando – ha sottolineato – barriere di accesso alla sanità pubblica che rendono il sistema non trasparente. Bisogna quindi agire sulla prevenzione, sensibilizzando i cittadini a non essere complici”.
Un importante contributo al dibattito è poi arrivato dall’arco delle giovani generazioni. “La corruzione genera anche notevoli costi indiretti – ha evidenziato Andrea Silenzi, Segretariato italiano giovani medici – Questo avviene soprattutto per la mancata valorizzazione del capitale umano. C’è poi un dirimente nodo culturale: molti meccanismi che vengono interpretati come normali, sono in realtà del tutto sbagliati. Occorre quindi che anche i giovani acquisiscano leadership e che raggiungano la capacità di acquisire risorse senza delegare le responsabilità ad altri”. Altro vettore imprescindibile per contrastare la corruzione “si trova in una corretta informazione – ha messo in evidenza Tancredi Lo Presti, Segretariato italiano studenti in medicina – affinché si riducano il più possibile i conflitti di interesse. Senza dimenticare quanto è importante l’atto della denuncia: aumenta la difficoltà della scelta dei singoli se la comunità non fornisce adeguato supporto”.
G.B.
06 Aprile 2016
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