Ilva Taranto. Omceo Bari: “Occorre un progetto di ampio respiro, diritto al lavoro non può prevalere su quello alla salute”

Ilva Taranto. Omceo Bari: “Occorre un progetto di ampio respiro, diritto al lavoro non può prevalere su quello alla salute”

Ilva Taranto. Omceo Bari: “Occorre un progetto di ampio respiro, diritto al lavoro non può prevalere su quello alla salute”
Dopo il pronunciamento della Corte di Strasburgo Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici baresi, osserva: “l problema dell’Ilva e dell’occupazione a Taranto è e resta prioritario per la nostra regione, ma certamente non può essere risolto con scorciatoie legislative che ignorano un diritto fondamentale dei cittadini come la tutela della loro salute, che passa anche dalla tutela dell’ambiente”.

Il doppio processo che coinvolge l’Ilva e che vede imputata l’impresa a Taranto e lo Stato Italiano a Strasburgo di fronte alla Corte europea dei diritti umani, ha fatto tornare al centro dell’attenzione mediatica il dilemma tra diritto alla salute e diritto al lavoro, tra produzione e impatto ambientale. L’Italia è accusata di non aver protetto la vita e la salute di 182 cittadini di Taranto e dei comuni vicini dagli effetti negativi delle emissioni dell'Ilva: "lo Stato non ha adottato tutte le misure necessarie a proteggere l'ambiente e la loro salute", hanno evidenziato a Strasburgo.

I dati sull’incidenza di alcuni tumori nella zona tarantina, fa notare l’Omceo Bari, sono noti: mortalità da mesotelioma pleurico di +419% per gli uomini e +211% per le donne. “Il comune di Taranto”, si legge nella relazione sullo stato di salute della popolazione pugliese anni 2006-2011, “a partire dal 1987, insieme ai comuni di Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola, è inserito in un’area definita dall’OMS ad elevato rischio ambientale ed è oramai da tempo oggetto di studio per la stima del rischio conseguente all’esposizione dell’area abitata del comune alle emissioni provenienti dall’adiacente area insediata dal più grande stabilimento siderurgico a ciclo integrato d’Europa”. Dallo studio IESIT – Indagine Epidemiologica nel Sito Inquinato di Taranto emerge che i ricoveri per tutte le cause sono aumentati in maniera statisticamente significativa nei comuni di Taranto (5%) e di Torricella (13%), il rischio di ricovero per neoplasia dell’11% per il comune di Taranto.

Di fronte a questa tragedia, evidenzia l’Ordine dei medici baresi, non si può continuare a far prevalere il diritto al lavoro sul diritto alla salute dei cittadini. Benché in un momento di crisi come il nostro i tassi di disoccupazione giovanile siano sempre più alti e tocchino in alcune aree della nostra regione percentuali ben al di sopra della media nazionale, non si può continuare a procedere per decreti che cancellano di fatto il diritto alla salute della popolazione.

“Non può esistere diritto al lavoro senza diritto alla salute e viceversa. Il problema dell’Ilva e dell’occupazione a Taranto è e resta prioritario per la nostra regione – dichiara Filippo Anelli – Presidente dell’OMCeO Bari – ma certamente non può essere risolto con scorciatoie legislative che ignorano un diritto fondamentale dei cittadini come la tutela della loro salute, che passa anche dalla tutela dell’ambiente. Per Taranto serve un progetto di più ampio respiro che rilanci le attività produttive nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini ”.
 

18 Maggio 2016

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