Ticket farmaci. Ecco come sono applicati Regione per Regione
Rispetto al 2014, l’incremento della compartecipazione del cittadino è stato essenzialmente determinato dalla crescita della quota eccedente il prezzo di riferimento dei medicinali a brevetto scaduto (+5,4%), mentre risulta in riduzione la spesa relativa al ticket per ricetta/confezione (−5,5%).
Le Regioni che nel 2015 non hanno il ticket come manovra di contenimento della spesa farmaceutica convenzionata sono quattro (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sardegna). Nel 2015 dal 1° giugno la P.A. di Trento ha per la prima volta inserito una modalità di compartecipazione alla spesa farmaceutica convenzionata, che prevede il pagamento di 1 euro sulla ricetta a cui concorrono tutti i cittadini, tranne coloro che appartengono a specifiche categorie.
Il quadro normativo relativamente alla modalità di applicazione dei ticket regionali non ha subito modifiche nella maggior parte delle Regioni; tuttavia alcune hanno velocizzato la capacità di adeguamento alle lista di trasparenza AIFA o hanno rimodulato le “esenzioni per reddito” come in Campania.
A livello nazionale, la compartecipazione alla spesa sostenuta dai cittadini italiani ammonta a 1,5 miliardi di euro, pari al 14,0% della spesa farmaceutica convenzionata lorda. Nel corso del 2015, la spesa pro capite per ogni compartecipazione a carico del cittadino è stata di 25,0 euro, in crescita del +2,5% rispetto all’anno precedente composta per il 34,5% dai ticket fissi regionali e per la quota residuale del 65,5%, data dalla differenza di prezzo tra il medicinale a brevetto scaduto prescritto ed il prezzo di riferimento definito dalle liste di trasparenza AIFA.
Ma il Rapporto Osmed pubblica anche delle tabelle sulle modalità applicative del ticket da Regione a Regione (Vedi allegato).
21 Giugno 2016
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