Borachia (Federfarma Liguria): “Da presidente Racca replica irritante a critiche. Così si manca di rispetto alla categoria”

Borachia (Federfarma Liguria): “Da presidente Racca replica irritante a critiche. Così si manca di rispetto alla categoria”

Borachia (Federfarma Liguria): “Da presidente Racca replica irritante a critiche. Così si manca di rispetto alla categoria”
Proseguono le polemiche all'interno del sindacato di categoria. Questa volta è la presidente della Liguria a prendere posizione contro la presidente nazionale dopo l'intervista dove Racca rispondeva a sua volta alle critiche piovute nelle ultime settimane sulla gestione di Federfarma del ddl concorrenza. 

A seguito del dibattito, scatenatosi negli ultimi giorni all'interno del sindacato dei titolari di farmacia a proposito del ddl  Concorrenza,  a causa delle contestazioni rivolte a Federfarma da diverse associazioni provinciali sue aderenti, ho deciso di intervenire nella querelle in nome del rispetto e dell’onestà intellettuale che dovrebbe animare ogni confronto avente intenti costruttivi; onestà intellettuale che ritengo in queste ore scarsamente esercitata soprattutto da chi per il ruolo che riveste, ha l’obbligo di averne più degli altri. E senza onestà intellettuale va da sé che non ci sia neanche il rispetto.
 
Mi riferisco alla presidenza nazionale di Federfarma della quale comprendo l’imbarazzo ed il fastidio di chi si può trovare davanti a contestazioni di rilevanza e diffusione pubblica, e della quale, pur riconoscendo il diritto/dovere di risposta, non condivido il tono arrogante della risposta.
 
E’ evidente il tentativo della presidente Racca con il suo intervento attraverso il giornale di Federfarma di derubricare  la vicenda al rango di protesta isolata di un gruppo molto minoritario di rappresentanti sindacali provinciali, che per sovra mercato sono anche accusati, neppure troppo tra le righe, di essere un manipolo di codardi che in assemblea non si sarebbero mai espressi. 
 
Se questo è il modo della nostra presidente di rispondere al crescente malessere che sta montando all'interno del sindacato, un malessere che va ben oltre le sette associazioni pugliesi e siciliane uscite allo scoperto e che, evidentemente, soltanto lei e i suoi collaboratori più stretti non riescono a vedere, vuol dire che in Federfarma di spazio per un confronto e un dibattito seri ce n'è davvero poco.
 
Ciò che suona davvero irritante, però, fin quasi ai limiti dell'insolenza, è l'invito della presidente Racca a riavvolgere il nastro, prima di muovere contestazioni, e andare a rivedersi le puntate passate. Con un puntiglio che forse avrebbe meritato altri momenti e cause migliori, la presidente si preoccupa di mandare indietro la moviola, ma lo fa ovviamente a modo suo. 
 
E qui, appunto, entrano in gioco onestà intellettuale e rispetto: perché se  si riavvolge il nastro, bisognerebbe riascoltarlo tutto, non limitandosi alle poche e scelte puntate che si addicono al proprio gusto personale e, magari, ai propri interessi, lasciando invece nel silenzio qualcos'altro. Come, ad esempio, le rassicurazioni rese pubblicamente davanti ai colleghi, con piglio da condottiero, per garantire che  – "il capitale non arriverà mai, per farlo dovrà passare sul mio corpo" –  frase che probabilmente non avrebbe mai voluto pronunciare .
 
Il capitale, invece, sta per arrivare, senza che la presidente Racca abbia avvertito l'urgenza di essere coerente e conseguente con le sue spericolate affermazioni, ma, soprattutto, senza che sia stata capace di avviare e favorire un dibattito serio, dentro il sindacato, per elaborare strategie utili a proiettare la farmacia in sicurezza e con profitto negli scenari che verranno.
 
Questo è quanto: provare a seppellirlo sotto argomenti come "i numeri in Assemblea mi danno ragione" oppure "abbiamo fatto tutto quello che si poteva e doveva, ma il governo è stato irriducibile" significa semplicemente eludere la sostanza delle questioni e dei problemi, fuggendo dalle proprie responsabilità o provando a nasconderle
 
Personalmente, comunque si voglia analizzare e considerare la vicenda, mi sembra una prova provata di mancanza di onestà intellettuale che offende l'intelligenza dei colleghi, mancando loro di rispetto. E si tratta di peccati, per quanto mi riguarda, che sono più gravi e irredimibili degli errori che possono essere stati fatti.
 
Elisabetta Borachia
Presidente Federfarma Liguria                                                                   

Elisabetta Borachia (Fedefarma Liguria)

29 Luglio 2016

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