C’è una nuova figura all’Asl di Asti. E’ l’Assistente di Sala in Pronto soccorso. Si tratta di un progetto sperimentale, unico in Piemonte, creato per accogliere, informare e sostenere pazienti e familiari che, per diversi motivi, necessitano dell’utilizzo del Pronto soccorso. Un progetto iniziato con un corso di formazione per gli studenti del quinto anno dell’Istituto professionale statale per l’industria e l’artigianato (Ipsia) Alberto Castigliano di Asti che hanno messo nei loro crediti formativi di avvicinamento al lavoro quello di “Assistente di sala di Pronto soccorso”. Si tratta di un progetto fortemente voluto dall’azienda sanitaria per sostenere l’attività di accoglienza e sostegno a pazienti e familiari nel pronto soccorso dell’Ospedale Cardinal Massaia.
Una ventina di studenti stanno frequentando il corso, tenuto da docenti dell’Asl tra cui il responsabile del pronto soccorso Gianluca Ghiselli e dall’infermiera tutor del corso di laurea Patrizia Lenzi.
“L’attività dei Pronto Soccorso a livello nazionale è in continuo aumento, sia in termini di passaggi di assistiti, che dal punto di vista puramente assistenziale. Rispetto a qualche anno fa, oggi si chiede al Pronto Soccorso una definizione clinica e diagnostica dei pazienti sempre più accurata, in modo da ricoverare i pazienti con tutti gli accertamenti eseguiti, oppure di effettuare le dimissioni in ambito di sicurezza del paziente, da qui ne deriva uno stazionamento dei pazienti in Pronto Soccorso”, spiega la Asl in una nota.
Funzioni degli Assistenti di Sala
Nello svolgimento del loro stage, gli studenti, hanno funzione di accoglienza e primo orientamento degli assistiti e dei loro familiari, garantendo lo scambio e la trasmissione delle informazioni, durante il momento della permanenza e dell’attesa nelle sale del Pronto Soccorso, le funzioni che svolgono non hanno connotazione sanitaria, è una figura che si integra con l’infermiere di Triage, a questi riferendosi in ogni caso di difficoltà e di non capacità nel dare risposte esaustive ad utenti o familiari/accompagnatori.
La presenza dei tirocinanti adeguatamente formati all’accoglienza, e alla privacy servirà a garantire una permanenza più confortevole all'interno nelle nostre sale di attesa.
Sugli obiettivi entra nel merito il direttore del Pronto soccorso Gianluca Ghiselli: “Prima di tutto Potenziare le attività di informazione e comunicazione interpersonale con gli utenti, al fine di favorire una corretta comprensione del percorso diagnostico terapeutico. Poi migliorare il sistema di accoglienza, orientamento e informazione. fornire all’assistito risposte puntuali anche sui codici di gravità utilizzati e, infine incrementare il comfort nelle sale d’attesa”.
“Il corso è durato 3 giorni per un totale di 21 ore di formazione frontale – spiega Patrizia Lenzi -. Gli assistenti di Sala svolgeranno la funzione di congiunzione fra i cittadini in attesa ed il personale sanitario, aiutano nell’accoglienza del paziente in Pronto Soccorso, curano l’approccio dell’assistito con la struttura mediante una puntuale attenzione e una accurata informazione garantendo altresì un collegamento tra l’area di cura e quella di attesa, supportano le persone nella comprensione dei codici utilizzati, contribuiscono alla gestione dei flussi dei pazienti, in particolare gli anziani, i disabili e/o non autosufficienti e guidano il loro percorso all’interno del Pronto Soccorso, orientano il percorso dell’assistito per chiarire i vari passaggi delle visite, informano sulla durata presunta delle varie procedure e sui tempi di cura collegati ai codici di triage, garantiscono l’informazione agli accompagnatori fornendo loro notizie sui tempi di attesa e sullo stadio di avanzamento delle cure, prevalentemente per i codici bianchi, forniscono informazioni su altri percorsi territoriali in gradi di fornire una risposta alternativa al Pronto Soccorso”.
“Il pronto soccorso è uno dei punti più delicati di tutti gli ospedali – ha detto Ida Grossi direttore generale dell’Asl AT -. Potenziarne alcuni aspetti soprattutto dal punti di vista umano, dell’accoglienza, del sostengo e dell’informazione consente di ridurre tensioni e incomprensioni tra la struttura e gli utenti. La collaborazione con l’istituto Castigliano è una risorsa importante per noi e per tutto il territorio”.
"Questa collaborazione è un piccolo ma significativo passo – ha commentato Ugo Rapetti Dirigente scolastico Istituto Castigliano -. Noi siamo contenti di avere nuovi compagni di viaggio. Stiamo ragionando da tempo su cosa manchi alla nostra offerta formativa. Per ora la nostra formazione professionale guardava principalmente all’ambito socio-assistenziale, ma questa collaborazione con l’Azienda Sanitaria mette in chiaro le nostre ambizioni di formare anche sul versante sanitario. Stiamo così strutturando un percorso che integri le carenze di quel settore nel nostro curriculum scolastico, ed è anche per questo che abbiamo intessuto un dialogo con la Regione Piemonte per ottenerne il riconoscimento formale, di concerto con gli altri enti di formazione professionale presenti sul territorio”.