Ticket. Le misure in Emilia Romagna
La farmaceutica
Per la prima volta in Emilia-Romagna per i farmaci di fascia A, erogati a carico del Servizio Sanitario Regionale, viene introdotto un ticket in base al reddito familiare lordo, che i cittadini dovranno dimostrare presentando un’autocertificazione. Sarà di 1 euro a confezione a carico di assistiti appartenenti a nuclei familiari con reddito complessivo tra i 36.000 e 70.000 euro, fino a un massimo di 2 euro per ricetta. Nel caso in cui il reddito sia compreso tra i 70.001 e 100.000 euro, il ticket ammonterà a 2 euro per prescrizione a carico dell’assistito, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Infine, per assistiti appartenenti a nuclei con reddito complessivo superiore a 100.000 euro, il ticket sarà di 3 euro per prescrizione, fino a un massimo di 6 euro per ricetta.
Il ticket è previsto anche per i farmaci equivalenti e per quelli non coperti da brevetto. Nel caso in cui il cittadino non accetti la sostituzione proposta dal farmacista – oppure il medico abbia espresso la non sostituibilità – la differenza fra il prezzo di riferimento e il prezzo del farmaco prescritto dal medico è aggiuntiva rispetto al ticket.
Esenzioni. Non pagano il ticket sulla farmaceutica gli esenti per età e reddito; gli assistiti con patologia cronica e invalidante e i pazienti affetti da malattie rare; gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia, gli invalidi per servizio, gli invalidi civili al 100% e i grandi invalidi per lavoro; coloro che hanno subito danni in seguito a vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati, limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge 210/1992; le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari; i ciechi e i sordomuti; gli ex deportati da campi di sterminio titolari di pensione vitalizia; gli infortunati sul lavoro per il periodo dell'infortunio e per le patologie direttamente connesse purché indicato sulla ricetta; i disoccupati iscritti agli elenchi anagrafici dei Centri per l’impiego e i familiari a carico, i lavoratori in mobilità e i familiari a carico; i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e i familiari a carico; i lavoratori in cassa integrazione “in deroga”.
Specialistica
Aumenta di 5 euro la quota di compartecipazione del cittadino per le visite specialistiche: per la prima visita sarà di 23 euro, per quella di controllo di 18 euro: chi era già esente, lo rimane. Viene introdotto un ticket di 46,15 euro per le prestazioni di chirurgia ambulatoriale della cataratta e della sindrome del tunnel carpale. Per quanto riguarda la risonanza magnetica e la TAC la compartecipazione del cittadino viene rimodulata sulla base della fascia di reddito del nucleo familiare: se inferiore a 36.000 euro, il ticket rimane invariato e quindi ammonterà a 36,15 euro; se compreso tra 36.001 e 100.000 euro, il ticket sarà di 50 euro (anziché 36,15); in caso di reddito superiore a 100.000 euro, il ticket ammonterà a 70 euro (anziché 36,15).
Viene introdotta una quota fissa sulla ricetta con prestazioni che da sole o nel loro insieme hanno un valore tariffario superiore a 10 euro. La quota è rimodulata in base al reddito familiare: se compreso tra i 36.000 e i 70.000 euro, la quota è di 5 euro; da 70.001 a 100.000 euro, la quota ammonta a 10 euro; infine, se il reddito è superiore a 100.000 euro, la quota è di 15 euro.
Esenzioni. Restano valide le attuali esenzioni da ticket: non pagano dunque gli esenti per età e reddito; le donne in gravidanza; gli assistiti affetti da patologia cronica e invalidante e i pazienti affetti da malattie rare; gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia, gli invalidi per servizio, gli invalidi civili al 100% e i grandi invalidi per lavoro; coloro che hanno subito danni in seguito a vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati, limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge 210/1992; le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari; i ciechi e i sordomuti; gli ex deportati da campi di sterminio titolari di pensione vitalizia; gli infortunati sul lavoro per il periodo dell'infortunio e per le patologie direttamente connesse purché indicato sulla ricetta; i disoccupati iscritti agli elenchi anagrafici dei Centri per l’impiego e i familiari a carico; i lavoratori in mobilità e i familiari a carico; i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e i familiari a carico; i lavoratori in cassa integrazione “in deroga”; i detenuti e gli internati; i cittadini sottoposti a terapie del dolore; i donatori; le persone che devono sottoporsi a visita specialistica per idoneità sportiva, adozione, affidamento; i naviganti; le persone inserite nel programma odontoiatria (vulnerabilità sociale); le persone che necessitano di diagnosi precoce, prevenzione e profilassi.
Articoli correlati:
04 Agosto 2011
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

“Il Ssn è governato come una fabbrica di prestazioni. E ogni giorno 10 professionisti lo abbandonano prima della pensione”. L'Anaao Assomed lancia tre proposte per riformare la sanità: “È ora di cambiare modello o crollerà”

Anziani non autosufficienti. Pronto il Piano nazionale 2025-2027: focus su domiciliarità, Pua, Leps e presa in carico integrata

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Medici di famiglia nelle Case della comunità. Previsto un compenso di circa 40 euro l’ora

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?