Il caso Charlie. Non morirà a casa, i genitori accettano l’hospice

Il caso Charlie. Non morirà a casa, i genitori accettano l’hospice

Il caso Charlie. Non morirà a casa, i genitori accettano l’hospice
Ultimo capitolo nella difficile vicenda del piccolo Charlie. La richiesta dei genitori di portarlo a casa non potrà essere esaudita perché il bambino ha bisogno di strumenti e personale specializzato che non possono essere garantiti presso il suo domicilio. I suoi ultimi giorni di vita li trascorrerà in un hospice.

Il piccolo Charlie Gard non morirà né al Great Ormond Street Hospital né a casa sua. I suoi ultimi giorni prima che venga staccato il respiratore li trascorrerà in un hospice. È questa l’ultima decisione presa dal giudice dell’Alta Corte di Londra, che ha disposto il trasferimento del piccolo.

Una soluzione che alla fine – ha fatto trapelare nel corso del pomeriggio l'avvocato della famiglia Gard – è stata accettata dai genitori di Charlie. Connie e Chris chiedevano che loro figlio potesse trascorrere i suoi ultimi giorni di vita a casa. Ma questo sarebbe impossibile perché Charlie, affetto da deplezione del dna mitocondriale, avrebbe bisogno di strumenti e di un’assistenza specializzata che non è possibile garantire a domicilio.

Il giudice ha disposto che il nome dell’hospice che ospiterà gli ultimi giorni di vita di Charlie rimanga segreto. Nulla è trapelato anche sui tempi decisi per staccare la spina delle macchine che tengono in vita il piccolo. 

27 Luglio 2017

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