Il nuovo Atto di indirizzo non ci soddisfa

Il nuovo Atto di indirizzo non ci soddisfa

Il nuovo Atto di indirizzo non ci soddisfa

Gentile Direttore,
il nuovo Atto di Indirizzo per il rinnovo dell'ACN della medicina generale, rinnovo sotteso da una vacanza contrattuale quasi decennale, non rappresenta altro che un’integrazione del precedente elaborato con la ricezione di alcune richieste del solo sindacato Fimmg, peraltro sigla minoritaria tra i medici di continuità assistenziale della nostra regione.

Nessuno dei punti fondamentali legati alla professione medica convenzionata, illustrati dallo SMI, sono stati ricevuti o per lo meno accettati. Non è stata definita e – rimarcata con assoluta chiarezza – l’ abolizione dell'H16 come modello di funzione, ampiamente criticato da tutta la popolazione, dai medici e dai Sindaci dell’ANCI e soprattutto nella intera Regione Campania.

Gli incrementi economici – fermi al palo da 10 anni – appaiono ancora insufficienti, se non addirittura veri e propri "fantasmi" da cercare nelle pieghe dei bilanci dello Stato e delle Regioni, mentre dall'altro lato aumentano, in modo certo ed esponenziale, gli aspetti procedurali, amministrativi e burocratici della professione, oltre ai già notevolissimi carichi di lavoro.

Si inaspriscono le norme disciplinari e le sanzioni verso i medici, inquadrando nella medicina di base quel concetto feudale dell’untore, del capro espiatorio di un SSN in difficoltà, soprattutto per le scelte strategiche di chiaro ed evidente sapore da “ultimi giorni di Pompei”.

Da un lato si favorisce l'ingresso dei giovani medici alle graduatorie e dall'altro nulla si fa a favore delle migliaia di colleghi che in alcune Regioni, come la Campania, sono "precari" da oltre 10 anni con incarichi di sostituzione ed in attesa di essere finalmente stabilizzati.

La carenza dei medici non sarà uniforme su tutto il territorio Nazionale e certamente l'aumento del massimale a 1800/2000 scelte non favorirà il ricambio generazionale, se non, come nella nostra giovane regione con migliaia di precari della medicina generale, lo impedirà addirittura per anni e anni.

Insomma, caro Direttore, ancora una volta l'assessore Garavaglia appare mal consigliato e, nelle more dell’apertura delle trattative in Sisac, auspichiamo che a settembre, con la loro ripresa, ci sia un ulteriore chiarimento sull'atto di indirizzo, in mancanza del quale sarà estremamente difficile evitare le proteste della categoria.

Dott. Pasquale Tallarino
Presidente SMI Campania 

Pasquale Tallarino

29 Luglio 2017

© Riproduzione riservata

Autismo, oltre il muro delle residenze: verso un nuovo modello di vita
Autismo, oltre il muro delle residenze: verso un nuovo modello di vita

Gentile Direttore,l’autismo in Italia si trova oggi a un bivio cruciale: da un lato la necessità di superare i modelli segreganti, dall’altro l’urgenza di dare risposte concrete a migliaia di...

Medico costretto alle dimissioni: CdA di Caltanissetta conferma la monetizzazione di 143 giorni  
Medico costretto alle dimissioni: CdA di Caltanissetta conferma la monetizzazione di 143 giorni  

Gentile Direttore, Fra le centinaia di richieste di consulenza che, ogni settimana, giungono al network di C&P, trovano ampio spazio quelle di coloro che, ancora in costanza di rapporto di lavoro, hanno...

Medici di famiglia: il Ruolo Unico accentua la crisi della medicina generale
Medici di famiglia: il Ruolo Unico accentua la crisi della medicina generale

Gentile Direttore,alcuni giorni fa la Commissione Sanità del Consiglio Regionale delle Marche ha proseguito le audizioni sul ruolo del medico di assistenza primaria e sulle aggregazioni funzionali territoriali, ascoltando anche...

Evoluzione normativa e sostenibilità della sanità pubblica
Evoluzione normativa e sostenibilità della sanità pubblica

Gentile Direttore, prima il DM 70/2015 definiva gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell'assistenza ospedaliera, riorganizzando la rete in base all'intensità di cura. I punti chiave includevano la riduzione...