Farmacie. È scontro Federfarma-Anpi sulle liberalizzazioni

Farmacie. È scontro Federfarma-Anpi sulle liberalizzazioni

Farmacie. È scontro Federfarma-Anpi sulle liberalizzazioni
Secondo l'Associazione delle parafarmacie, il riassetto della farmacia proposto da Federfarma ha "lo scopo di riportare solo nelle farmacie la vendita dei farmaci". Federfarma: “La nostra proposta punta a realizzare un servizio farmaceutico più moderno, efficiente e capillare”.

“Federfarma sembra voglia barattare l’apertura di un migliaio di nuove farmacie, con la fine di ogni esperienza di liberalizzazione e dunque riportare solo nelle farmacie la vendita dei farmaci. Una proposta che non risponde alle richieste di liberalizzazione del settore, provenienti dai 2.000 farmacisti titolari di parafarmacia, 3.000 titolari di farmacia rurale e 56.000 farmacisti collaboratori”. Così l'Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane (Anpi) il progetto di riassetto della farmacia proposto da Federfarma che prevederebbe, secondo quanto sintetizzato dall’Anpi, i seguenti criteri:
• quorum abitanti/farmacia al valore 3.800;
• distanza di 500 metri dalle farmacie esistenti;
• eliminazione della pianta organica delle farmacie;
• assegnazione delle nuove farmacie in ugual misura tra farmacisti titolari di parafarmacia, titolari di farmacie rurali e farmacisti collaboratori;
• riduzione delle confezioni di farmaci da banco vendibili in parafarmacia con eliminazione dell’obbligatorietà della presenza del farmacista.
Questo, secondo l’Anpi (vedi scheda allegata), porterebbe all’apertura di nuove sedi di “poco più di un migliaio, distribuite prevalentemente nei comuni con popolazione tra 6.000 e 70.000 abitanti. Nelle grandi città, salvo Roma con 5 sedi, non si aprirebbero farmacie. Anche nei comuni fino a 30.000 abitanti, rispettando la distanza di 500 metri, sarebbe difficile aprire nuove farmacie, ricadendo le sedi generalmente fuori dal perimetro urbano del comune”.
Accuse che Federfarma rispedisce al mittente. “La richiesta dell'Europa di liberalizzare i servizi pubblici italiani privatizzandoli è già applicata nel settore delle farmacie, 18.000 strutture gestite da privati su concessioni dello Stato”, osserva la federazione dei titolari di farmacia in una nota nella quale sottolinea che “la proposta di Federfarma punta a soddisfare l'esigenza dei cittadini, come peraltro quella delle forze politiche, di disporre di un servizio farmaceutico più moderno, efficiente e capillare, a garanzia di un uniforme livello di assistenza sul territorio, prevedendo anche la possibilità di poter accedere più agevolmente ai medicinali di automedicazione, resi disponibili anche senza la presenza obbligatoria del farmacista, oltre all'apertura di circa 2.000 nuove farmacie”.
 

25 Ottobre 2011

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