Alzheimer. A Brescia le famiglie si incontrano per aiutarsi

Alzheimer. A Brescia le famiglie si incontrano per aiutarsi

Alzheimer. A Brescia le famiglie si incontrano per aiutarsi
Iniziativa del San Giovanni Di Dio Fatebenefratelli, che organizza corsi di formazione dedicati a parenti, badanti, volontari, operatori, ma non solo. “Sono le famiglie stesse a incontrarsi, coordinate da un operatore specializzato, che fornisce loro gli stimoli giusti per affrontare in gruppo le problematiche tipiche di questa malattia”.

“C’è un dato che merita di essere ripetuto ad ogni Giornata mondiale dell’Alzheimer: l’80 per cento delle persone affette da demenza sono assistite a casa da familiari che, spesso, sono lasciati soli nella  gestione del malato”. A ricordarlo, in occasione della Giornata che si celebra domani, è una nota dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) San Giovanni Di Dio Fatebenefratelli di Brescia, in cui si evidenzia come proprio per questo motivo “noi organizziamo corsi di formazione dedicati a parenti, badanti, volontari, operatori, per offrire spunti di riflessione e indicazioni per affrontare i complessi problemi assistenziali, pratici e legali legati a questa malattia”, evidenzia Orazio Zanetti, primario dell’Unità operativa Alzheimer.

Solo chi ha un malato di Alzheimer in famiglia sa quanto siano complessi: persone care, con cui abbiamo vissuto una vita che non ci riconoscono, che compiono gesti inimmaginabili, che mettono a dura prova l’equilibrio emotivo e psicologico di chi li assiste.

La famiglia è il cardine dell’assistenza alle persone colpite da demenza e, evidenzia l'Irccs, “al di là degli aiuti pubblici e sanitari, di fronte all’incremento di malati di Alzheimer (questa malattia rappresenta il 50-60% di tutti i casi di demenza, nel mondo ci sono 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza e in Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone e i costi nel 2015 ammontavano a 37,6 miliardi ) diventa decisivo insegnare alle famiglie dei malati ad aiutarsi, superando l’isolamento in cui una malattia come questa rischia di confinarle”.

All’Irccs Fatebenefratelli vengono organizzati da vent’anni gruppi di Auto Mutuo Aiuto. “Sono le famiglie stesse a incontrarsi, coordinate da un operatore specializzato, che fornisce loro gli stimoli giusti per affrontare in gruppo le problematiche tipiche di questa malattia” spiega Silvia Di Cesare, educatrice del reparto Alzheimer e impegnata nei gruppi da oltre dieci anni.

Quest’attività offre ai care-givers l’opportunità non solo di aiutare se stessi, ma agisce nell’aiuto reciproco e contribuisce a superare momenti difficili della vita. Il gruppo stimola e potenzia le capacità individuali e attiva, per il bene comune, le risorse molteplici dei suoi membri. Le potenzialità del gruppo possono aiutare a superare sentimenti di solitudine e isolamento, aiutare a dare sfogo al proprio dolore e alle proprie paure e speranze. Inoltre, amplificano l’informazione e l’educazione reciproca, rafforzando le capacità personali per affrontare nel miglior modo possibile i problemi che la cura di una persona affetta da demenza incontra nella quotidianità.

“Il Fatebenefratelli di Brescia – evidenzia in conclusione la nota – è l’unico Irccs specializzato nelle malattie mentali, svolge sia attività scientifica (70 ricercatori) che di cura e dispone di un’unità operativa Alzheimer con 40 posti letto di degenza e di un’Unità di macro attività ambulatoriale ad alta complessità assistenziale (Mac) che prevede 25 ulteriori posti letto e segue 500 pazienti all’anno”.

20 Settembre 2017

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