Alzheimer. A Napoli serata di beneficenza tra famiglie e medici specialisti promossa dall’Aima

Alzheimer. A Napoli serata di beneficenza tra famiglie e medici specialisti promossa dall’Aima

Alzheimer. A Napoli serata di beneficenza tra famiglie e medici specialisti promossa dall’Aima
Le Terme di Agnano faranno da cornice all’apericena che l’Associazione malati di Alzheimer di Napoli promuoverà domani, 21 settembre, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer. I fondi raccolti serviranno a sostenere il progetto assistenziale “Aima...Amiamoci”.

Serata di beneficenza alle Terme di Agnano a Napoli, il 21 settembre, in occasione della 24esima giornata mondiale contro l’Alzheimer. “L’Apericena sotto le stelle” è promossa dall’Aima Napoli onlus (Associazione italiana malati di Alzheimer).

La serata, a sfondo benefico, che l’Aima ha organizzato all'interno del suggestivo parco delle Terme di Agnano, servirà per la raccolta fondi a sostegno dell'iniziativa ed il progetto “Aima…Amiamoci”.

“L’obiettivo principale del’evento – avverte Caterina Musella, presidente della Onlus – è  integrare i servizi istituzionali con servizi innovativi e dedicati che Aima allestisce al sostegno del miglioramento della qualità di vita della persona con demenza e dei suoi caregiver, persone queste ultime, spesso familiari che dedicano tutto il loro tempo sacrificando lavoro e socialità al congiunto malato”.

Tra gli scopi dell’iniziativa anche la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su una malattia emergente ma ancora invisibile ai più, agendo attraverso scambi di opinioni, informazioni e consigli in compagnia di amici e medici specialisti del settore. La demenza di Alzheimer colpisce milioni di persone nel mondo, circa 700 mila in Italia e oltre 70 mila in Campania.

“Dopo anni di convegni – aggiunge Musella – pieni di buone intenzioni disattesa da parte delle istituzioni, abbiamo deciso di utilizzare questa formula più informale  perché più apprezzata per la sua utilità e spontaneità facendo informazione, prevenzione ricerca di nuovi modelli di cura in un ‘ottica di continuità assistenziale e integrazione con le istituzioni preposte  ma soprattutto in un’ottica solidaristica di umanizzazione per avere contezza dei problemi delle famiglie e farci carico globalmente della persona e della dua famiglia secondo un approccio olistico e biopsicosociale”.

“Un'iniziativa – conclude Musella –  tesa a consolidare la comunità venutasi a creare nel corso di questi anni che in un'ottica di solidarietà ci ha visto vivere insieme per affrontare e sperare nel miglior modo possibile le varie fasi della malattia connotate sempre, anche all’esordio, da una sostanziale non autosufficienza del paziente che deve sempre essere vigilato 24 ore su 24”.

20 Settembre 2017

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