Vaccini. Andriukaitis (UE): “Quella italiana è la via da seguire. Dal 2018 acquisti centralizzati”. Lorenzin: “Valutiamo opportunità di una banca dati europea”

Vaccini. Andriukaitis (UE): “Quella italiana è la via da seguire. Dal 2018 acquisti centralizzati”. Lorenzin: “Valutiamo opportunità di una banca dati europea”

Vaccini. Andriukaitis (UE): “Quella italiana è la via da seguire. Dal 2018 acquisti centralizzati”. Lorenzin: “Valutiamo opportunità di una banca dati europea”
Così il commissario europeo alla Salute nel corso di una conferenza stampa organizzata oggi a Roma alla presenza della ministra della Salute Lorenzin. "Sappiamo che in Europa ci sono 30 milioni di persone che si spostano, e quindi la situazione deve essere tenuta sotto controllo in ogni nazione: tutti gli stati membri devono essere uniti sulla prevenzione vaccinale". Lorenzin: "Armonizzare i calendari vaccinali delle diverse nazioni".

"Le vaccinazioni rappresentano lo strumento più efficace per lottare contro le malattie infettive, uno strumento che salva le vite. L'Italia ha fatto un ottimo lavoro, e su questo voglio esprimere le mie congratulazioni e rendere omaggio alla ministra Lorenzin per tutto quello che ha fatto in questo senso". Lo ha detto il commissario europeo alla Salute, Vytenis Andriukaitis, oggi nel corso di una conferenza stampa con la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.
 
Potrebbe partire "nella prima metà del 2018" il meccanismo centralizzato europeo per l'acquisto dei vaccini. Lo ha annunciato spiegando come il processo "è iniziato nel 2014. Ora stiamo definendo le procedure. Quseto ci aiuterebbe anche ad affrontare la problematica legata alle possibili carenze di vaccini in Ue. Ma da considerare – ha aggiunto – è pure l'aspetto dei risparmi che sarebbe legato ad un acquisto centralizzato europeo". 
 
"Dobbiamo lottare contro lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni – ha aggiunto Andriukaitis – che vediamo esprimere in alcuni Paesi, vediamo che c'è un calo del livello di vaccinazioni che vengono effettuate. Tutti i Paesi devono agire insieme su questo, sappiamo che in Europa ci sono 30 milioni di persone che si spostano da una parte all'altra, e quindi la situazione deve essere tenuta sotto controllo in ogni nazione: tutti gli stati membri devono essere uniti su questo fronte, è importante che ci siano un'armonizzazione dei calendari vaccinali, una copertura vaccinale adeguata e contrastare ogni scetticismo sulla base di evidenze scientifiche ben argomentate, per mandare un messaggio corretto alla società", ha spiegato Andriukaitis.
 
"A breve la Commissione europea stilerà un Piano d'azione sulle vaccinazioni per migliorare la copertura vaccinale nei paesi europei – ha annunciato il commissario europeo alla Salute -. Il piano si avvarrà di vari strumenti: si punta ad avere una condivisione dei dati, a promuovere campagne di sensibilizzazione e dare supporto ai vari paesi anche in relazione alla problematica della possibile carenza di vaccini. Un obiettivo è anche quello di creare una maggiore e piu stretta connessione tra i singoli Stati e il Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc".
 
L'invito ai media, ha detto il commissario Ue, "è di appoggiare la nostra campagna 'I vaccini funzionano', partendo da un primo dato: lo scorso anno l'influenza ha fatto in Europa 20mila morti, ma con la vaccinazione tali persone avrebbero avuto salva la vita". Inoltre, ha sottolineato, "con il ministro Lorenzin abbiamo anche discusso dell'Agenda del G7 al fine di includervi la problematica legata all'emergenza dell'influenza aviaria e si è anche parlato della necessità di avere un sistema comune che garantisca la biosicurezza, in relazione a nuovi virus che potrebbero presentarsi".
 
L'Italia ha inoltre "la questione dell'alto flusso di migranti, con molti minori che necessitano di vaccinazioni, da affrontare, e su questo fronte – ha assicurato – la commissione sarà a fianco del governo italiano".
 

 
Si punta, ha rilevato la ministra Lorenzin, a "politiche europee più forti a favore delle vaccinazioni ed abbiamo valutato l'opportunità di una Banca dati europea sui vaccini e altre malattie trasmissibili". "La condivisione dei dati è infatti un'esigenza non più rinunciabile per le valutazioni epidemiologiche corrette – ha spiegato la ministra -. Abbiamo inoltre parlato della necessità di armonizzare i calendari vaccinali delle diverse nazioni", ha concluso.
 

29 Settembre 2017

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