Abusivismo professionale. Intervento dei Nas a Mantova, Padova e Roma

Abusivismo professionale. Intervento dei Nas a Mantova, Padova e Roma

Abusivismo professionale. Intervento dei Nas a Mantova, Padova e Roma
In provincia di Mantova scoperto uno studio odontoiatrico dove un odontotecnico eseguiva prestazioni e trattamenti ortodontici su ignari pazienti. A Padova nel mirino un ottico che svolgeva abusivamente la professione di oculista. Nella Capitale i Nas hanno accertato che all’interno di una casa di cura privata accreditata, dal 2013 al 2017, una parte dei trattamenti riabilitativi di fisioterapia in regime di convenzione era stata affidata al personale infermieristico non titolato, chiedendo anche un indebito rimborso al Ssr per circa 30 mila euro.

Non si fermano i controlli dei Carabinieri del Nas finalizzati al contrasto dell’abusivismo nelle professioni sanitarie.

In provincia di Mantova, i Carabinieri del Nas di Milano hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria il titolare di uno studio odontoiatrico, “il quale con la complicità del direttore sanitario, eseguiva prestazioni e trattamenti ortodontici su ignari pazienti, pur essendo solo un odontotecnico privo dei prescritti titoli abilitativi (laurea in medicina e chirurgia o in odontoiatria)”, spiegano i Nas in una nota.

I Carabinieri del Nas di Padova nel corso di indagini di polizia giudiziaria, hanno invece scoperto che un ottico svolgeva abusivamente la professione di oculista senza aver mai conseguito il titolo di laurea abilitativo. Insieme al falso oculista i militari hanno denunciato all’Autorità giudiziaria anche il suo fornitore di apparecchiature sanitarie e diagnostiche “la cui cessione è consentita dalla legge esclusivamente agli iscritti agli albi professionali degli esercenti la professione sanitaria”.

I Carabinieri del Nas di Roma, nel corso di attività investigativa, hanno accertato che all’interno di una casa di cura privata accreditata della Capitale, dal 2013 al 2017, una parte dei trattamenti riabilitativi di fisioterapia in regime di convenzione, era stata affidata al personale infermieristico non titolato, richiedendo comunque un indebito rimborso al Servizio Sanitario Regionale per circa 30 mila euro. I militari hanno denunciato il direttore sanitario della struttura per truffa e proceduto al sequestro della cartelle cliniche per la successiva identificazione degli operatori socio-sanitari, autori del reato di esercizio abusivo della professione di infermiere.

22 Novembre 2017

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