Comunicare la sanità con la pubblicità. L’esperienza delle campagne dell’Omceo di Bari. E Franceschini propone di fare comunicazione sanitaria nei musei

Comunicare la sanità con la pubblicità. L’esperienza delle campagne dell’Omceo di Bari. E Franceschini propone di fare comunicazione sanitaria nei musei

Comunicare la sanità con la pubblicità. L’esperienza delle campagne dell’Omceo di Bari. E Franceschini propone di fare comunicazione sanitaria nei musei
E’ stato presentato oggi al ministro Dario Franceschini il volume edito dall’Ordine dei medici di Bari che prende spunto dalle ultime campagne di comunicazione promosse dallo stesso ordine pugliese. “ La rete distorce le notizie, rischiando di vanificare l’opera di chi lavora in un campo delicato come il vostro. Per questo, vi mettiamo a disposizione le nostre strutture, i nostri musei, gli spazi delle Pubblicità Progresso. La vostra è un’iniziativa interessante che aiuta i pazienti e la buona sanità”, ha detto il ministro della Cultura

Che cos’è un medico? Come si rapporta con il paziente e con la sua professione? A cosa serve l’Ordine? È partito da queste domande semplici ma fondamentali, nel 2013, l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Bari per inaugurare quella strategia comunicativa che si sarebbe rivelata una vera e propria rivoluzione nel panorama della Comunicazione della Salute e della Sanità in Italia e in Europa: applicare la comunicazione pubblicitaria a quella della Sanità.
 
Via via le domande sono diventate più complesse: si è passati a esplorare le difficoltà di medici e pazienti – le “Due facce dello stesso disagio” – l’apporto dei medici ai sistemi sanitari, l’autonomia e la libertà di cura, le disuguaglianze di salute, la sicurezza degli operatori, la carenza di medici, le vaccinazioni, l’abusivismo. La strategia resta la stessa, creando una consuetudine che rafforza il rapporto della cittadinanza con i medici: campagne di comunicazione tramite cartelloni pubblicitari di grandi dimensioni, sei metri per tre, e brevi video da proiettare nei cinema prima dell’inizio del film.
 
Ora, a distanza di quattro anni, tutte le campagne dell’Omceo di Bari, condotte sin dall’inizio in collaborazione con l’agenzia Kibrit & Calce, sono state raccolte e analizzate in un libro, con il contributo dei massimi esperti di Comunicazione della Salute (clicca qui per un estratto del volume).
 
Il volume, “Comunicare la Sanità – l’esperienza innovativa dell’Ordine dei medici di Bari nel contesto europeo tra new media e nuovo ruolo delle istituzioni” è stato presentato questa mattina al Ministero dei Beni Culturali – alla presenza del Ministro Dario Franceschini – e poi nella Sala Stampa della Camera dei Deputati.
 
“L’idea è nata nel corso di una discussione in una delle prime riunioni del nuovo Consiglio Direttivo dell’Ordine- ha esordito il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bari, Filippo Anelli – La discussione su come  colmare il gap tra i cittadini e gli ordini si era fatta fervente, anche perché capivamo che la posta in gioco era alta: non si trattava solo di informare i cittadini sulle prerogative di Legge degli Ordini ma di ricostruire il rapporto di fiducia tra la Professione, i medici e i pazienti. Da qui l’ipotesi di coinvolgere i cittadini con un linguaggio nuovo, mai utilizzato prima in questo campo: quello della comunicazione pubblicitaria”.
 
Una forma di comunicazione che ha avuto un grande successo in termini di impatto e di efficacia, come ha dimostrato un’indagine effettuata dall’istituto di Eumetra Monterosa di Milano, illustrata da Renato Mannheimer e che, già condiviso da altri Ordini in Italia, come ha ben raccontato il presidente dell’Omceo di Napoli Silvestro Scotti, potrebbe ora essere esteso a livello nazionale.
 
“Avete espresso con queste campagne il massimo della sintesi: e la sintesi non è un prodotto facile – ha commentato il vicepresidente della Fnomceo, Maurizio Scassola – . Auguri per questo percorso nel quale anche altri Ordini e la stessa Fnomceo potranno accompagnarvi per una ridefinizione del ruolo del medico della professione e dell’istituzione ordinistica” .
 
“Tutti noi non ci aspettavamo di vivere e comunicare con questa intensità – ha concluso il Ministro della Cultura Dario Franceschini -. Penso all’uso sempre più insistente dei social network, alla diffusione delle fake news, alla trasparenza. La rete distorce le notizie, rischiando di vanificare l’opera di chi lavora in un campo delicato come il vostro. Per questo, vi mettiamo a disposizione le nostre strutture, i nostri musei, gli spazi delle Pubblicità Progresso. La vostra è un’iniziativa interessante che aiuta i pazienti e la buona sanità”.

06 Dicembre 2017

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