Consulente tecnico d’Ufficio. Ecco il Protocollo del Tribunale di Firenze per la selezione dei CTU

Consulente tecnico d’Ufficio. Ecco il Protocollo del Tribunale di Firenze per la selezione dei CTU

Consulente tecnico d’Ufficio. Ecco il Protocollo del Tribunale di Firenze per la selezione dei CTU
Soddisfatto l’Omceo di Firenze: “Accettata la nostra proposta di fondare la selezione sull'attento esame del curricolo europeo che consente di suddividere le richieste giudicate accettabili a seconda delle reali competenze. I candidati dovranno inoltre superare un corso di preparazione giuridica specifica”. Per i medici fiorentini “il testo segna un passo avanti rispetto a quello proposto dal CSM”. IL PROTOCOLLO

Via libera, lo scorso 14 dicembre, al nuovo protocollo sulla selezione dei CTU (Consulenti tecnici d’Ufficio) presso il Tribunale di Firenze. A siglare il testo il presidente del Tribunale, il Procuratore Generale e il Presidente della Corte d'Appello di Firenze con i Presidenti di tutti gli Ordini provinciali.

Grande soddisfazione da parte dell’Omceo di Firenze. “La Magistratura, ai suoi più alti livelli, ha riconosciuto la necessità, che sosteniamo da tempo, di porre mano all'elenco dei periti per rispondere meglio all'interesse dei cittadini e evitare il protrarsi di processi che avrebbero potuto essere più brevi se, fin dall'inizio, fossero stati indirizzati da perizie adeguate. E' stata accettata la nostra proposta di fondare la selezione sull'attento esame del curricolo europeo che consente di suddividere le richieste giudicate accettabili a seconda delle reali competenze. I candidati dovranno inoltre superare un corso di preparazione giuridica specifica”.

Per i medici di Firenze il testo “segna un passo avanti rispetto a quello proposto dal CSM”.

L’Omceo evidenzia anche come, “in applicazione della Legge Gelli Bianco, e a seguito delle raccomandazioni del CSM, si terrà un confronto tra i magistrati e l'Ordine per individuare criteri di scelta nei casi in cui l'elenco fosse carente di quella specifica professionalità”.

Il protocollo non contiene precise sanzioni ma lascia le valutazioni di eventuali comportamenti non deontologici del perito a una apposita commissione composta dal Presidente del Tribunale e da quello dell'Ordine. E' la stessa commissione che dovrà esaminare le domande e i curricola e provvedere alla revisione di quelle già inserite nell'elenco dei periti d'ufficio.

18 Dicembre 2017

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