Dati Influnet. L’influenza è “ai livelli base”. Meno casi dell’anno scorso

Dati Influnet. L’influenza è “ai livelli base”. Meno casi dell’anno scorso

Dati Influnet. L’influenza è “ai livelli base”. Meno casi dell’anno scorso
I dati forniti dal servizio di sorveglianza Influnet, relativi all’ultima settimana, riportano 10.000 casi di influenza in meno rispetto alla stessa settimana dell’anno scorso. Ma gli esperti consigliano comunque il vaccino, soprattutto per i soggetti a rischio, come anziani e malati cronici.

Nell’ultima settimana l’attività dei virus influenzali è stata ai “livelli base”, secondo le stime che l’Istituto superiore di sanità registra tramite Influnet, la rete italiana di sorveglianza dell’influenza. I medici sentinella sparsi su tutto il territorio nazionale hanno infatti riportato 46.200 casi della tipica malattia stagionale, con un’incidenza di 0,77 casi ogni mille assistiti. Meno rispetto all’anno scorso, in cui nella 45esima settimana si erano ammalati 56.400 italiani (incidenza di 0,94 su mille).
I più colpiti sono stati i neonati e i bambini fino ai 4 anni con una percentuale che arriva a 2,55 ogni mille, che si sono ammalati un po’ di più rispetto alla stessa settimana del 2010 (in cui l’incidenza era stata di 2,06 casi su mille).
Ma si tratta comunque di numeri molto bassi se confrontati con quelli del 2009, anno in cui si sviluppò la pandemia influenzale: in quel caso il picco dei malati in Italia si ebbe proprio tra la 45esima e la 46esima settimana, quando le percentuali arrivarono a sfiorare i 13 casi ogni mille assistiti (con un valore di 12,92) e fino quasi  a 26 casi ogni mille bambini fino ai 48 mesi di vita (25,75).
La stagione influenzale sembra dunque essere fin dalle prime battute una stagione nella norma per quanto riguarda l’influenza, molto lontana dai pericoli e dalle preoccupazioni legate alle epidemie.

Forse anche per questo e per il clima mite di cui abbiamo potuto gioire finora, però, sono stati ben pochi gli italiani a ricorrere al vaccino. “Almeno questo è il dato che viene dalle Asl”, ha spiegato Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. Anche se, secondo l’esperto, a breve le percentuali di nostri connazionali malati di influenza sarà destinata a crescere: “In questa settimana sono stati circa 120.000 gli italiani che sono rimasti a casa da lavoro, ma per pochi di questi si trattava di influenza vera e propria. Per lo più erano virus cugini, o il semplice raffreddore, a tenerli a letto”, ha spiegato. “Tuttavia, nel momento in cui il freddo si stabilizzerà, il contagio diventerà più semplice, perché si tenderà a stare di più al chiuso”.
“Anche se è prevista una stagione nella norma è bene ricordare che i soggetti fragili, come anziani e malati cronici, debbono vaccinarsi contro l'influenza", ha tenuto a precisare il virologo.

Laura Berardi

Laura Berardi

22 Novembre 2011

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