Ciclo mestruale e sport: il riposo delle atlete tra fluttuazioni ormonali e pregiudizi

Ciclo mestruale e sport: il riposo delle atlete tra fluttuazioni ormonali e pregiudizi

Ciclo mestruale e sport: il riposo delle atlete tra fluttuazioni ormonali e pregiudizi

Come spiega Francesca Casoni, neurofisiologa del Centro di Medicina del Sonno dell'IRCCS Ospedale San Raffaele Turro, “gli ormoni femminili hanno un impatto sul sonno attraverso meccanismi diretti sul sistema nervoso centrale e una serie di effetti indiretti mediati dai sintomi vasomotori”.

Il ciclo mestruale rappresenta una variabile determinante per il riposo e il recupero delle atlete. Le continue oscillazioni di estrogeni e progesterone che caratterizzano l’età fertile non influenzano solo l’organismo a livello sistemico, ma incidono sulla qualità del sonno e sulla performance sportiva femminile.


Come spiega Francesca Casoni, neurofisiologa del Centro di Medicina del Sonno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro, “gli ormoni femminili hanno un impatto sul sonno attraverso meccanismi diretti sul sistema nervoso centrale e una serie di effetti indiretti mediati dai sintomi vasomotori”.


Fase follicolare vs fase luteale
L’esperta spiega la distinzione tra le fasi del ciclo. La fase follicolare (i primi 15 giorni circa) è il periodo in cui la donna dorme meglio, con un numero maggiore di minuti totali di riposo, meno risvegli e una maggiore efficienza generale.
Al contrario, la situazione muta dopo l’ovulazione. “La fase peggiore è sicuramente quella luteale, quando l’aumento dei livelli di progesterone porta a un allungamento della latenza di addormentamento e a molti più risvegli infrasonno: il sonno risulta più frammentato, meno efficiente e con una riduzione del tempo totale”. Esiste però una sorta di compensazione biologica: l’alto livello di progesterone contribuisce a migliorare in parte l’attività elettrica cerebrale durante il riposo. “Ogni mese la donna sperimenta cambiamenti nella qualità del sonno e questo ha sicuramente un impatto sulle performance sportive”.


La performance sportiva: un campo di ricerca recente
Nonostante la rilevanza del tema, i dati sull’impatto del ciclo mestruale nella performance sportiva sono scarsi e incredibilmente recenti, con studi che hanno preso il via in modo sistematico solo dal 2021. Questo vuoto documentale sottolinea come, per lungo tempo, non sia stata data la giusta importanza a un aspetto cruciale della quotidianità femminile nel mondo dello sport.
Le ricerche condotte finora mostrano che, al di là dell’impatto ormonale, per comprendere il calo di prestazioni o le difficoltà di recupero, occorre guardare al ciclo in modo più ampio. Oltre all’impatto diretto sulla notte, Casoni invita a considerare i sintomi associati. “Dobbiamo considerare i disturbi del tono dell’umore, la maggiore irritabilità, i dolori mestruali, di schiena o di pancia, la sensazione di ritenzione idrica e il dolore al seno. Tutti sintomi che hanno un impatto importante sul sonno e quindi sul recupero”.
La sfida per il futuro non è solo medica, ma anche culturale. “Il ciclo mestruale rappresenta ancora uno stigma per la maggior parte della popolazione”, conclude la neurofisiologa. L’imbarazzo o le problematiche logistiche legate alle mestruazioni durante l’attività sportiva sono fattori che influenzano la serenità delle atlete e che vanno presi in considerazione.

Camilla De Fazio

06 Maggio 2026

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