Domani sit-in degli “psicologi-fantasma” davanti alla Regione

Domani sit-in degli “psicologi-fantasma” davanti alla Regione

Domani sit-in degli “psicologi-fantasma” davanti alla Regione
Circa ottanta psicologi dagli anni Ottanta lavorano nei servizi socio-sanitari in Calabria alle dipendenze della Regione. Nel 2008 vengono trasferiti d’ufficio alle 5 Asp calabresi ma da allora non sono stati inseriti nella dotazione organica delle Aziende sanitarie, né hanno ottenuti adeguamenti contrattuali.
 

“Chiederemo di essere ricevuti dal presidente della Regione Mario Oliverio per una rapida positiva soluzione amministrativa-politica della vicenda per la quale è stato da tempo avviato un tavolo di lavoro. È necessario un dialogo serio e costruttivo tra Regione ed Aziende sanitarie provinciali che, comprendendo veramente l'intera vicenda, non introduca ulteriori elementi di confusione ma l'attesa e dovuta possibile risoluzione”. È quanto hanno dichiarato in una nota gli psicologi in servizio nelle Asp della regione Calabria che hanno annunciato per domani mattina un sit-in davanti alla Cittadella regionale.

Nonostante  “da più parti sollecitata e da tutti ritenuta doverosa” hanno aggiunto “la problematica degli 80 psicologi a tempo indeterminato trasferiti a tutti gli effetti dalla Regione nel 2008 e ancora non inseriti nella dotazione organica delle Aziende sanitarie provinciali per come dovuto” non è ancora risolta. Psicologi, che, si legge nella nota sono “trattati quasi fossero fantasmi”.

La vicenda affonda le radici negli anni Ottanta quando circa 80 psicologi hanno iniziato a operare nei servizi socio-sanitari in Calabria. Sono stati costantemente adoperati nelle loro specifiche competenze da vari enti (Comuni, Regioni e Aziende sanitarie) adeguandosi all’evoluzione di programmi e dispositivi nazionali e regionali. Nel 2008 arriva il trasferimento giuridico dalla Regione Calabria (dove erano contrattualizzati con categoria D) alle cinque Asp dove, dopo diversi anni di servizio, “sono ancora in attesa che arrivino risposte su due questioni per loro fondamentali”, spiegano: “l’applicazione dello specifico contratto per personale laureato sanitario non medico (quali farmacista-biologo-chimico-fisico-psicologo); di un più giusto inquadramento in rapporto al ruolo svolto, tra cui adeguamento stipendiale, scatti di anzianità mai avuti (5-15 anni), progressione professionale, regolare certificazione del servizio svolto, produttività, in alcuni casi mancata assicurazione con rischi per il personale e gli utenti”.  

18 Gennaio 2018

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