Violenza contro le donne, un crimine odioso, inaccettabile ma purtroppo ancora troppo diffuso nel mondo. Basta pensare che tra le donne in gravidanza, a livello mondiale, proprio la violenza è la seconda causa di morte. E le ostetriche, il cui compito è proprio quello di seguire la salute delle donne e in particolare delle donne in gravidanza, si trovano in molti casi vicine a donne che hanno subito e subiscono violenza, offrendo loro il sostegno e le cure necessarie.
La situazione è molto grave anche in Italia: “Basti pensare – spiega Miriam Guana presidente della Federazione nazionale dei Collegi delle Ostetriche (Fnco) – che in Italia il 67% dei casi di violenza avviene in famiglia e spesso si scatena proprio in coincidenza della gravidanza o dopo la nascita del primo figlio. Per questo – prosegue Guana – le ostetriche sono particolarmente attente a cogliere i segni della violenza subita, spesso tenuti nascosti anche dalle stesse vittime”.
La Fnco chiede con forza alle istituzioni nazionali e regionali che si moltiplichino gli sforzi per dare alle ostetriche una sempre migliore formazione-informazione su questo crimine e su tutto ciò che è possibile fare per sostenere le donne che lo subiscono. “La particolare relazione di vicinanza che si crea tra l'ostetrica e la donna – dice ancora la presidente della Fnco – consente alle ostetriche di essere non solo operatrici sanitarie, offrendo cure e indicazioni terapeutiche, ma anche veicolo di informazioni di ordine sociale e legale. È un'opportunità che va valorizzata, perchè non ci siano mai più violenze sulle donne”.