Meno batteri, più allergie. I bambini i più esposti in una società “troppo pulita”

Meno batteri, più allergie. I bambini i più esposti in una società “troppo pulita”

Meno batteri, più allergie. I bambini i più esposti in una società “troppo pulita”
Da tempo i ricercatori pensavano che la nostra società “troppo pulita” fosse alla base dell’incidenza sempre maggiore di allergie, ma nessuno l’aveva mai dimostrato. Fino ad oggi. Lo studio che ne parla è stato pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology

La cosiddetta hygiene hypothesis, l’ipotesi per cui venire a contatto con diversi tipi di batteri renderebbe i bambini meno soggetti ad allergie, è stata finalmente verificata. Lo dimostra uno studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, condotto dalla Linköping University e dal Karolinska Institute svedesi in collaborazione col KTH Royal Institute of Technology.
 
Nonostante l’ipotesi fosse tra le più diffuse sulle allergie, sia tra i medici che nella società, non era mai stata sostanziata scientificamente da uno studio, fino ad oggi. Per i ricercatori infatti è stato particolarmente difficile ottenere l’evidenza di questa connessione, impossibile da dimostrare senza le più recenti tecniche di analisi del Dna. Sembra dunque essere vero: se il nostro sistema immunitario incontra troppo pochi germi quando siamo bambini, avremo molte più probabilità di diventare soggetti allergici.
I ricercatori hanno analizzato campioni di feci di 40 bambini, di cui metà erano soggetti a dermatite atopica – un eczema cronico che si manifesta con con prurito, desquamazione e croste – e presentavano nel sangue immunoglobuline di classe IgE, considerate tra le principali responsabili dello sviluppo di allergie. I campioni sono stati prelevati all’età di una settimana, di un mese e di un anno per ogni neonato e le condizioni di salute sono state monitorate in tutti i bambini fino ai due anni di età. Usando una tecnica chiamata 454-pyrosequencing e collegandosi contemporaneamente ad un database contenente il genoma di numerosi batteri, gli scienziati hanno identificato quali sequenze di Dna fossero presenti nei campioni.
 
I risultati dimostrano come all’età di un mese la flora batterica dei bambini sani fosse molto diversificata rispetto a quella dei neonati che avrebbero in seguito sviluppato allergie. “Quando eravamo piccoli noi abbiamo acquisito la flora batterica dall’ambiente che ci circondava”, ha spiegato Thomas Abrahamsson, della Linköping University. “Nella nostra società i neonati sono però esposti a un numero di batteri insufficiente, e dunque il sistema immunitario non si sviluppa correttamente”.
Sembra infatti che sia proprio la microflora presente nell’intestino durante le prime settimane di vita ad essere fondamentale per lo sviluppo delle difese dell’organismo. In assenza di stimoli sufficienti da batteri diversi, il sistema potrebbe reagire in maniera incontrollata, attaccando antigeni del tutto innocui, come quelli del cibo.
E il rischio, avvertono gli esperti, non è solo quello di sviluppare dermatiti o allergie. Questi bambini dalla flora batterica insufficiente durante l’età scolare saranno dalle cinque alle sei volte più portati ad essere soggetti ad asma.
 
Laura Berardi

Laura Berardi

10 Dicembre 2011

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