Roche: in Lombardia impatto da 467 milioni di euro e 1.570 posti di lavoro tra diretti e indiretti

Roche: in Lombardia impatto da 467 milioni di euro e 1.570 posti di lavoro tra diretti e indiretti

Roche: in Lombardia impatto da 467 milioni di euro e 1.570 posti di lavoro tra diretti e indiretti

Roche genera in Lombardia un impatto economico di 467 milioni di euro, pari a 1 euro ogni 1.000 di PIL regionale, e attiva 1.570 posti di lavoro tra diretti e indiretti. Quasi l’80% delle imprese coinvolte lungo la filiera è rappresentato da PMI. I dati emergono dal primo studio sull’impatto socio-economico del Gruppo in Lombardia, presentato a Monza nell’evento “Investire in salute. Roche e il modello Lombardia per la crescita del Paese”

Un impatto economico di 467 milioni di euro, pari a 1 euro ogni 1.000 di PIL regionale, con un effetto moltiplicatore di 1,8 sul valore aggiunto, 1.570 posti di lavoro complessivamente attivati, di cui 637 diretti. Lungo la filiera, inoltre, quasi l’80% delle imprese coinvolte è rappresentato da PMI. Nel 2024, inoltre, il Gruppo farmaceutico ha versato 13,2 milioni di euro di payback, collocandosi tra i principali contributori a livello regionale.

È questa l’“impronta” di Roche in Lombardia, secondo il primo studio sull’impatto socio-economico del Gruppo sul territorio, realizzato con il supporto metodologico di PwC Italia.

I dati sono stati presentati martedì 5 maggio in occasione dell’evento “Investire in salute. Roche e il modello Lombardia per la crescita del Paese”, ospitato presso la sede di Monza; un’occasione di confronto tra istituzioni, industria e mondo accademico sul contributo del biotech al sistema economico e occupazionale regionale.

All’incontro hanno partecipato – insieme ai due General Manager di Roche –  Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, Andrea Fortuna, Partner PwC Italy, Healthcare, Pharmaceuticals & Life Sciences, Matteo Parravicini, Presidente sede Monza e Brianza Assolombarda, Alessandra Gelera, coordinatrice della Filiera Life Science di Assolombarda e Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita ALISEI, Michele Brait, Direttore Generale Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, e Monica DiLuca, Prorettrice alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, Università Degli Studi di Milano.

L’impatto sociale: un’occupazione ad alto valore aggiunto
Dallo studio emerge come l’occupazione creata da Roche in Lombardia sia ad alto valore aggiunto e sempre più inclusiva. Il 75% degli occupati diretti è laureato, una quota sensibilmente superiore alla media regionale (27%). Più di un’impiegata diretta su due è donna, con una quota che raggiunge il 63% (contro una media regionale del 44%).

In Roche lavorano quattro generazioni, dalla Gen Z ai Baby Boomers, passando per i Millennials e la Gen X. Talenti che l’azienda attrae, sviluppa e trattiene, contribuendo a contrastare il fenomeno della fuga di cervelli nel settore scientifico.

L’azienda eroga oltre 25.000 ore di formazione e offre un sistema di welfare articolato, che include servizi per la salute, il benessere e il supporto alle famiglie. I dipendenti dedicano inoltre 570 ore ad attività di volontariato in Lombardia, con una significativa ricaduta sul territorio.

“Oggi, i risultati dello studio sull’impatto socio-economico confermano che la nostra presenza sul territorio agisce non solo come un promotore di salute per coloro che ne hanno bisogno, ma anche come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata lungo tutta la filiera regionale – commenta Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche SpA – Siamo molto orgogliosi di aiutare migliaia di pazienti e le loro famiglie e di contribuire, al tempo stesso, all’economia lombarda e italiana. Roche continua a investire in infrastrutture, studi clinici e capitale umano sul territorio. E per continuare a correre e attrarre investimenti, particolarmente nell’attuale scenario competitivo e geopolitico, è fondamentale che il sistema evolva e riconosca la sanità come un investimento e non come un costo. I vincoli strutturali, come il payback farmaceutico, vanno rimossi, la tecnologia utilizzata per ridurre la burocrazia e i processi snelliti. Insieme possiamo costruire un futuro migliore, per la Lombardia, per l’Italia e soprattutto per i pazienti.”

“Il settore diagnostico-farmaceutico si delinea non solo come motore di sviluppo economico sociale bensì anche come motore di evoluzione verso un sistema più resiliente, equo e sostenibile – aggiunge Burçak Çelik, General Manager Roche Diagnostics SpA – Riconoscere il valore generato da imprese del settore come Roche ed essere consapevoli del ruolo che noi, con le nostre soluzioni innovative, possiamo svolgere per contribuire ad evolvere da un modello sanitario reattivo di ‘cura’ a uno proattivo, che privilegia la capacità di ‘prevedere’, ‘intervenire precocemente’ e ‘personalizzare’ le cure, è il primo fondamentale passo per accelerare questa trasformazione il cui impatto va oltre i confini del “solo” ambito sanitario, estendendosi all’intero sistema Paese”.

“Questa – continua Çelik – è un’evoluzione che non può prescindere da un impegno condiviso tra industria, istituzioni, mondo accademico-scientifico e professionisti sanitari: un impegno volto a sostenere l’innovazione sia in termini di adozione concreta da parte del sistema, sia di accesso equo da parte di tutti i cittadini. Un impegno che Roche porta avanti da anni supportando iniziative di dialogo e collaborazione tra i vari interlocutori, per trovare strategie condivise da mettere in atto per avere un sistema che sia realmente sostenibile, equo e incentrato sulla persona.”

“Investire nella salute significa destinare risorse in modo strategico per generare effetti positivi non solo sanitari e sociali, ma anche economici, a beneficio del territorio e della Regione Lombardia, in un’ottica di piena sostenibilità – commenta Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanza Regione Lombardia – Coniugare efficienza e progresso significa costruire un ecosistema solido, innovativo e orientato al benessere collettivo. L’attrattività di un territorio non è riconducibile a un singolo ambito, ma deriva dalla capacità del sistema di generare valore diffuso, duraturo e inclusivo. In questo contesto, le imprese rappresentano un elemento centrale: motore di sviluppo, innovazione e occupazione, contribuiscono in modo determinante alla crescita, alla competitività e alla resilienza del territorio. In questo quadro, la Regione Lombardia si conferma in grado di integrare le diverse componenti necessarie a promuovere il benessere dei cittadini, sostenere le imprese che investono sul territorio e favorire la creazione di opportunità concrete per le nuove generazioni.”

“L’incontro di oggi in Roche si inserisce in un quadro economico che richiede estrema franchezza: le recenti analisi del nostro Centro Studi indicano per Monza e Brianza una crescita rivista allo 0,6% per il 2026 – conclude Matteo Parravicini, Presidente della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda – In un contesto in cui gli shock globali colpiscono l’industria e l’export, il settore della salute si conferma un pilastro di resilienza e competitività. Roche rappresenta perfettamente l’eccellenza del nostro territorio: una multinazionale con radici storiche a Monza che continua a investire in innovazione, ricerca e sviluppo, settori ad altissimo valore aggiunto. La Brianza è già oggi una meta d’elezione per i grandi gruppi globali, un ecosistema unico che mi piace definire ‘Modello Brianza’. Tuttavia, per mantenere questa attrattività, dobbiamo agire su leve strategiche. In primis, le infrastrutture: è necessario un approccio metropolitano che superi i confini comunali per realizzare opere fondamentali. È necessario chiudere in tempi rapidi il prolungamento della M5 fino a Monza e progettare sin da ora il prolungamento della M2 fino a Vimercate. Altrettanto cruciale è la sfida del capitale umano. Le nostre eccellenze non cercano solo spazi, ma talenti; serve quindi una sinergia tra istituzioni, scuola e università per rendere l’intero territorio tecnologicamente avanzato e accogliente. Non esiste un’azienda competitiva se non lo è il territorio in cui risiede: solo parlando con una voce sola ai tavoli decisivi potremo garantire che la Brianza continui a essere un polo d’attrazione globale, capace di generare valore economico e sociale.”

Marco Landucci

05 Maggio 2026

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