Tumori. Bloccarne la crescita limitando la nascita di nuovi vasi sanguigni

Tumori. Bloccarne la crescita limitando la nascita di nuovi vasi sanguigni

Tumori. Bloccarne la crescita limitando la nascita di nuovi vasi sanguigni
Il cancro cresce velocemente se ci sono vasi sanguigni intorno ad esso, che gli forniscono ossigeno e zuccheri. Tanto che bloccando questo afflusso si può fermare lo sviluppo delle neoplasie. Lo studio su Cancer Cell.

Alla base del meccanismo di nascita dei tumori c’è una crescita incontrollata dei tessuti dell’organo malato. Secondo i ricercatori lo sviluppo è favorito anche dalla creazione di nuovi vasi sanguigni intorno al corpo maligno: il cancro, tramite un meccanismo proteico, riesce così ad ottenere ossigeno e nutrienti per crescere. In uno studio pubblicato su Cancer Cell, alcuni ricercatori della University of West England e dell’Università di Bristol spiegano come bloccare le proteine responsabili della nascita dei nuovi vasi sanguigni, per rallentare lo sviluppo del tumore.
 
Le proteine considerate dagli scienziati si chiamano fattori di crescita vascolare o in inglese vascular growth factor (VEFG). Per la costruzione di queste molecole è necessario che parti di geni diversi interagiscano, con un meccanismo chiamato splicing. Basta dunque uno solo dei geni mutati dal cancro a permettere al tumore di aumentare: le cellule tumorali sono libere di crescere ancor più velocemente grazie ai VEFG, perché i vasi sanguigni sono in numero maggiore e dunque forniscono più nutrienti al tessuto malato.
Su tessuti campione, gli scienziati hanno però dimostrato che lo stesso meccanismo può essere usato contro il tumore stesso. Scegliendo dei farmaci specifici, che bloccassero il meccanismo di attivazione del meccanismo – e dunque mantenendo l’interruttore su ‘off’ – la crescita della neoplasia poteva infatti essere bloccata.
 
Per fare questo i ricercatori hanno coinvolto nello studio alcuni pazienti affetti da cancro al rene,ricoverati al Southmead Hospital di Bristol, ai quali è stato chiesto di donare tessuti tumorali loro rimossi durante operazioni chirurgiche, in modo da usarli a scopo di ricerca. “Il nostro studio dimostra chiaramente che è possibile fermare lo sviluppo del cancro prendendo di mira il meccanismo dello splicing alternativo e controllandolo”, ha spiegato Michael Ladomery, della UWE. “Una nuova arma all’arsenale delle terapie contro i tumori”.
Uno studio che potrebbe dunque portare alla sintesi di nuovi farmaci specifici. “Con questo studio – ha detto David Bates, coordinatore del gruppo dell’Università di Bristol – riusciremo a sviluppare composti in grado di bloccare la crescita dei vasi sanguigni intorno ai tessuti malati. Questo potrà essere utile non solo nella cura del cancro, ma anche in quella di altre malattie, come la cecità o le patologie dei reni”.
 
Laura Berardi

12 Dicembre 2011

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