Consultazioni. Le aperture di Martina, l’ultimatum di Di Maio ed il gelo di Renzi. Direzione PD verso lo ‘scontro’ la prossima settimana

Consultazioni. Le aperture di Martina, l’ultimatum di Di Maio ed il gelo di Renzi. Direzione PD verso lo ‘scontro’ la prossima settimana

Consultazioni. Le aperture di Martina, l’ultimatum di Di Maio ed il gelo di Renzi. Direzione PD verso lo ‘scontro’ la prossima settimana
I 5 stelle agitano lo spauracchio di elezioni anticipate per far aumentare il livello di pressione sul Nazareno, soprattutto da parte di Mattarella. Se Renzi mantenesse il suo atteggiamento di intransigenza rispetto al M5S questo potrebbe portare ad uno scontro sanguinoso in Direzione il cui esito appare del tutto incerto. Domani Mattarella potrebbe prolungare l'incarico eplorativo di Fico. Se riuscisse a portare a termine positivamente le trattative potrebbe diventare lui il nome più plausibile per la guida del nuovo Governo.

“Se si conferma la fine dei tentativi con Lega e Centro Destra, valuteremo questo nuovo scenario”. "Prendiamo atto del segnale di apertura da parte del segretario del Pd Martina. A questo punto o governo col PD o voto". Così ieri il segretario reggente dem Maurizio Martina ed il capo politico del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, dopo l'incontro con il presidente della Camera Roberto Fico, si scambiavano a distanza segnali di apertura sull'avvio di una possibile trattativa che potrebbe portare alla formazione di un nuovo Governo a quasi due mesi di distanza dalle elezioni dello scorso 4 marzo.
 
Da una parte Di Maio chiude definitivamente il 'forno' con la Lega per mandare un chiaro segnale al PD, ma dall'altro lancia di fatto un ultimatum: "Accordo o voto". Ribadendo la propria ostilità ad ogni ipotesi di Governo istituzionale, i 5 stelle agitano lo spauracchio di elezioni anticipate per far aumentare il livello di pressione sul Nazareno, soprattutto da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  
 
Un 'aut aut' che, come avranno ben chiaro i pentastellati, produrrà un durissimo confronto la settimana prossima in direzione. Ma un PD spaccato diventerebbe irrilevante ai fini un possibile nuovo Governo, dal momento che una ipotetica allenza tra dem, 5 stelle e LeU si reggerebbe, soprattutto al Senato, su una maggioranza molto risicata. 
 
A questo si deve aggiungere che, paradossalmente, con questo ultimatum è stato proprio Di Maio ad innescare la 'bomba' legata alla questione Matteo Renzi. Dopo il passo indietro ed il lungo silenzio iniziato dal 5 marzo, l'ex segretario dovrà uscire allo scoperto e scegliere, in maniera decisiva, da quale parte schierarsi. In Direzione nazionale, infatti, Renzi 'controlla' 117 su 209 componenti. 
 
Se Renzi mantenesse il suo atteggiamento di intransigenza rispetto ad ogni ipotesi di accordo con il M5S facendo leva sulla 'rivolta' social legata all'hashtag "#senzadime", questo potrebbe portare ad uno scontro sanguinoso il cui esito appare oggi del tutto incerto. Il rischio di un'ennesima scissione sarebbe da mettere in conto. 
 
Di contro, se un richiamo alla responsabilità da parte del Capo dello Stato per evitare sia un ritorno alle urne che la nascita di un Esecutivo tutto a trazione populista dovesse far breccia, non solo su Martina e Franceschini, ma anche sull'ala renziana del partito, a quel punto ci sarebbero altri seri nodi da affrontare. Per render saldo un Governo che si reggerebbe solo su una manciata di voti di maggioranza in Parlamento, dovrebbero entrarne a far parte personalità di peso, non solo del M5S, ma anche del PD e di LeU. Altrimenti, il rischio di sfiducia in Aula sarebbe una costante che renderebbe quasi inservibile la nascita di questo Esecutivo. Voci interne al Nazareno, forse anche in maniera provocatoria, fanno il nome dello stesso Renzi per un ruolo di primo piano. Ma i 5 stelle accetterebbero una simile richiesta?
 
E ancora, come si comporterà domani Mattarella quando scadrà il mandato esplorativo di Fico? Il negoziato tra PD e M5S potrebbe essere portato avanti da un presidente pre-incaricato ad occuparsene. Ma è altresì vero che un incarico a Di Maio potrebbe rendere ancor più in salita il cammino di un possibile accordo tra pentastellati e dem. Proprio per questo, Mattarella potrebbe decidere di prolungare l'incarico esplorativo di Fico che, a quel punto, soprattutto se dovesse riuscire a portare a termine in maniera positiva questo compito, potrebbe diventare il nome più plausibile per la guida del nuovo Governo.
 
Giovanni Rodriquez

25 Aprile 2018

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