Rapporto Osmed. Cala la spesa farmaceutica ma aumentano i consumi

Rapporto Osmed. Cala la spesa farmaceutica ma aumentano i consumi

Rapporto Osmed. Cala la spesa farmaceutica ma aumentano i consumi
Sotto esame i primi nove mesi del 2011. Consumi in crescita, anche se solo dell'1%. Ma nonostante ciò la spesa continua a diminuire. I generici coprono il 32% della spesa e il 55% dei consumi. I ticket in vigore in 15 Regioni. Ecco il rapporto.

Nei primi nove mesi del 2011 la spesa farmaceutica territoriale lorda di classe A-SSN è stata di circa 9.370 milioni di euro (154,6 euro pro capite), con una riduzione del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ogni mille abitanti sono state prescritte 965,4 dosi rispetto alle 954,2 dell’anno precedente (+1,2%) e – guardando al trend di lungo periodo – rispetto alle 580 nel 2000.
 
E’ questa la fotografia scattata dal Rapporto Osmed, curato dall'Aifa e dall'Iss e illustrato nel corso del XX Seminario nazionale di Farmacoepidemiologia, in programma all’ISS nei giorni 12 e 13 dicembre 2011.

Le principali componenti della spesa (effetto quantità, prezzi, mix) evidenziano un lieve aumento delle quantità di farmaci prescritti (+1%), una diminuzione dei prezzi (-5,2%), mentre non mostrano alcun spostamento della prescrizione verso specialità più costose (effetto mix +0,1%).
Come al solito, i farmaci dell’apparato cardiovascolare rappresentano la principale categoria terapeutica sia in termini di dosi (47% del totale) che di spesa pro capite (36% del totale), seguiti da quelli dell’apparato gastrointestinale e metabolismo (15% del totale sia per i consumi sia per la spesa); quest’ultima categoria è anche quella che ha fatto registrare l’aumento più elevato nella prescrizione rispetto al 2010 (+3,2%).

Gli equivalenti
I farmaci equivalenti rappresentano attualmente circa il 32% della spesa farmaceutica e il 55% delle DDD. Nel corso del 2011 hanno perso la copertura brevettuale molecole ad elevato consumo come il valsartan fra i sartani, la levofloxacina fra i chinoloni e l’enoxaparina fra le eparine a basso peso molecolare.

Le Regioni
Sono ormai 15 le Regioni che hanno introdotto misure di compartecipazione alla spesa.
Le Regioni che hanno fatto registrare la spesa farmaceutica territoriale di classe A-SSN più elevata sono la Sicilia con 195,6 euro, la Puglia con 178,6 euro ed il Lazio con 177,3 euro di spesa lorda pro capite; le Provincie Autonome di Bolzano e di Trento e la Toscana hanno invece mostrato i valori di spesa più bassi, pari rispettivamente a 111,9 euro, 121,5 euro e 127 euro pro capite, valori che si assestano ben al di sotto della media italiana di 154,6 euro. Il Molise è l’unica regione in cui la spesa è aumentata rispetto all’anno precedente (+0,9%), mentre Calabria (-13,4%), Puglia (-7,6%) e Piemonte (-5,6%) sono quelle che hanno fatto osservare la maggiore diminuzione.
Mentre la prescrizione territoriale di farmaci è sostanzialmente stabile, a livello delle strutture pubbliche (ospedali, policlinici universitari, IRCCS, ecc) nei primi 8 mesi del 2011 la spesa mostra un incremento dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (78,9 euro pro capite). La categoria terapeutica a maggior spesa è rappresentata dai farmaci antineoplastici e immunomodulatori (29,6 euro pro capite), seguita dai farmaci antimicrobici (14,6 euro pro capite). Queste due categorie costituiscono insieme il 56% della spesa per i farmaci erogati dalle strutture pubbliche.
 

13 Dicembre 2011

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