Il commissariamento sta facendo male alla Calabria

Il commissariamento sta facendo male alla Calabria

Il commissariamento sta facendo male alla Calabria

Gentile Direttore,
come probabilmente sa, l’assistenza sanitaria in Italia sta attraversando un periodo di crisi che sta portando ad una sempre maggiore difficoltà nell’accedere alle prestazioni sanitarie, con un progressivo aumento delle prestazioni pagate di “tasca propria” dai pazienti. In una situazione difficile come quella che stiamo vivendo, ciò che sta accadendo in Calabria deve esser considerato come un pericoloso campanello d’allarme per tutta la nazione.
 
Il Servizio Sanitario in Calabria non ha mai mostrato segni di particolare efficienza: nel tempo lo hanno dimostrato ampiamente sia la migrazione in altre regioni dei pazienti calabresi per accedere a prestazioni sanitarie migliori (anche per quelle di bassa specialità), sia la situazione di bilancio della spesa sanitaria di questa regione. Per questo motivo, la Sanità calabrese, così come quella di altre regioni che non avevano i bilanci in ordine, è rientrata nei piani di rientro e la gestione è stata affidata ad un commissario governativo. In tutte le Regioni italiane commissariate, si sono fatti numerosi sacrifici per evitare di danneggiare gravemente i pazienti e rispettarne le esigenze.
 
In Calabria, invece, proprio a causa dei provvedimenti presi dal commissario si è arrivati ad una situazione paradossale:
• da 11 mesi non vengono pagate alle strutture di specialistica ambulatoriale le prestazioni effettuate
• il budget assegnato alle strutture di specialistica ambulatoriale per il 2018 è stato esaurito dalle stesse in questi giorni
• le strutture di specialistica ambulatoriale sono state messe nelle condizioni di non poter più erogare prestazioni per il Servizio Sanitario Nazionale ma di effettuare solamente prestazioni a pagamento
• a seguito dei mancati pagamenti degli arretrati (ricordiamo di 11 mesi) queste strutture stanno subendo una grave crisi finanziaria che, inevitabilmente, le porterà ad eliminare parte del personale dipendente con evidenti ripercussioni sull’occupazione
 
La Regione Calabria ha manifestato più volte il proprio dissenso e malessere contro questa situazione creata dal Commissario ma non ha mai ricevuto un segnale positivo o di riappacificazione.
È quindi moralmente doveroso sottolineare che a rimetterci sono in primis gli stessi cittadini calabresi che, in base alle ultime statistiche, eseguono in media prestazioni sanitarie in numero inferiore rispetto a quelle dei cittadini di altre regioni ma che, in questa situazione difficile e critica come questa, si vedono costretti a pagarle di tasca propria.
 
In qualità di Presidente di FederANISAP, Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali o Interregionali delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private, rivolgo il mio più accorato appello al nuovo Governo e al nuovo Ministro della Salute affinché affrontino con tempestività la situazione e adottino i provvedimenti necessari che consentano ai cittadini calabresi di poter avere accesso agli stessi diritti alla salute e alle stesse prestazioni di tutti i cittadini italiani.
 
Mauro Potestio, Presidente di FederANISAP

04 Giugno 2018

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