Umbria: 6 milioni di euro per progetti welfare territoriale e attività imprenditoriali sociali

Umbria: 6 milioni di euro per progetti welfare territoriale e attività imprenditoriali sociali

Umbria: 6 milioni di euro per progetti welfare territoriale e attività imprenditoriali sociali
L’avviso è rivolto al mondo del terzo settore, in particolare a cooperative e imprese sociali, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni non bancarie, onlus, organizzazioni di volontariato, enti ecclesiastici, aziende pubbliche di servizi alle persone. Ogni proposta potrà ottenere da un minimo di 80 mila euro a un massimo di 600 mila. IL BANDO

La Regione Umbria ha messo a disposizione oltre 6 milioni di euro di fondi europei per la realizzazione di azioni innovative di welfare territoriale e di progetti per il sostegno all’avvio e il rafforzamento di attività imprenditoriali sociali. 

Il bando per la presentazione delle proposte progettuali è già stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Umbria del 25 maggio scorso e scadrà il 18 settembre 2018. Ogni proposta potrà ottenere da un minimo di 80 mila euro a un massimo di 600 mila. 

L’avviso è rivolto al mondo del terzo settore, in particolare a cooperative e imprese sociali, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni non bancarie, onlus, organizzazioni di volontariato, enti ecclesiastici, aziende pubbliche di servizi alle persone. 
“È la prima volta che in Umbria viene promosso un bando del genere, con risorse così ingenti e tratte da due diverse tipologie di fondi europei come il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo per lo sviluppo regionale europeo (FSRE), messe a disposizione per azioni concrete legate all’innovazione sociale”, spiega l’assessore alla Salute Luca Barberini. “L’obiettivo è quello di sperimentare modelli nuovi di politiche sociali e di servizi sul territorio per dare risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini. L’iniziativa s’inserisce nel quadro dei numerosi interventi promossi dalla Regione, in questi anni, per potenziare i servizi nell’ambito del sociale, al fine di contrastare forme di difficoltà e disagio”. 

“Una novità – prosegue – sta anche nel fatto che, rispetto ai bandi tradizionali, sono stati inseriti criteri di valutazione nuovi dei progetti che verranno presentati, come ad esempio la capacità di coinvolgere comunità, cittadini e beneficiari dei servizi prodotti e l’impatto concreto delle azioni nel contesto sociale territoriale, nell’ottica di nuove forme di sviluppo locale. È stata poi fatta la scelta di porre una riserva finanziaria per le cosiddette aree interne della regione, finalizzata alla realizzazione di azioni specifiche nelle zone più marginali del territorio regionale. Tutto questo per ribadire l’attenzione concreta ai bisogni delle persone e delle comunità”.

07 Giugno 2018

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