Vaccinazioni. Il sindaco di Domodossola chiede stanze separate per bambini e migranti. Saitta: “Spero non sia vero”

Vaccinazioni. Il sindaco di Domodossola chiede stanze separate per bambini e migranti. Saitta: “Spero non sia vero”

Vaccinazioni. Il sindaco di Domodossola chiede stanze separate per bambini e migranti. Saitta: “Spero non sia vero”
Per Lucio Pizzi l’uso delle medesime stanze può rappresentare un “pericolo per la collettività” essendo i migranti “spesso portatori di malattie contagiose”. Ma l’assessore parla chiaro: “Il diritto alla salute va garantito a tutti senza discriminazioni, ancora più odiose trattandosi di minori”.

Le polemiche sui vaccini si incrociano con quelle sui migranti, e ora Lucio Pizzi, sindaco di Domodossola, chiede stanze separate per la vaccinazione dei bambini italiani e i migranti. Una proposta respinta categoricamente, però, all’assessore alla Salute del Piemonte, Antonio Saitta, che richiama “tutti” a “una maggiore sensibilità istituzionale”.

La richiesta di Pizzi è scritta nero su bianco su una nota inviata al Direttore Generale dell’ASL VCO. Ad annunciarlo è lo stesso sindaco su Facebook. “Mi viene segnalato con preoccupazione che nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti protezione internazionale e bambini in tenerissima età”, scrive il sindaco di Domodossola. “Purtroppo – prosegue – sappiamo che i migranti non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività, anzi sono spesso portatori di malattie contagiose”.

Per Pizzi l’utilizzo della stessa stanza per le vaccinazioni dei migranti e quelle dei bambini italiani “desta ancor più preoccupazione perché i bambini in tenerissima età che si ritrovano a stretto contatto con i migranti non hanno ancora completato il ciclo dei vaccini obbligatori”.

Al direttore della Asl il sindaco chiede quindi “di rassicurarmi rispetto a quanto sopra esposto confidando che quanto segnalatomi non corrisponda a realtà. In caso contrario ritengo indispensabile che si provveda diversamente, organizzando il servizio in modo da evitare tali situazioni e da garantire prima di tutto la tutela dei nostri bambini e delle nostre famiglie”.

Una richiesta fuori luogo per l’assessore regionale alla Salute, Antonio Saitta. “Mi auguro – dichiara Saitta in una nota – che non corrispondano al vero e siano frutto del clima (politico e non solo) surriscaldato di queste settimane: in ogni caso ho già avuto modo di ribadire al direttore dell’Asl Vco, che peraltro è perfettamente in linea con questa posizione, che il diritto alla salute va garantito a tutti senza discriminazioni, ancora più odiose trattandosi di minori”.

Per l’assessore, “come ribadito in tante occasioni, è spiacevole constatare come le tematiche che riguardano la salute spesso diventino oggetto di strumentalizzazioni politiche che alimentano un clima di confusione e di disinformazione perenne che non aiuta i cittadini”.

“Sarebbe opportuno – conclude Saitta – da parte di tutti una maggiore sensibilità istituzionale, in particolare da chi come il Sindaco, ha anche responsabilità in materia di salute pubblica”.

28 Giugno 2018

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