Ma per la Flc Cgil la legge ha fallito. Ed precisa: “Esclusa responsabilità della scuola se non sarà possibile inserire alunni non vaccinabili in classi dove sono tutti vaccinati”
È questa la posizione della Flc Cgil, che ieri ha incontrato il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti con gli altri sindacati rappresentativi della scuola. “Abbiamo sottolineato come in queste settimane il dibattito pubblico si sia concentrato sul falso problema della legittimità o meno dell’autocertificazione rispetto al certificato vaccinale, eludendo i veri nodi critici della legge, non affatto risolti dopo il primo anno di attuazione”.
La Flc Cgil spiega quindi di avere chiesto al Ministro Bussetti di “sostenere l’approvazione dell’emendamento all’art. 6 del decreto- legge n. 91 in discussione alla Camera che prevede il differimento all’a.s. 2019/2020 dell’applicazione dell’art. 3, comma 3, della legge 119 sull’obbligo vaccinale, sospendendo per l’a.s. 2018/2019 l’efficacia delle esclusioni dalla scuola dell’infanzia, in attesa del perfezionamento di tutti gli strumenti di controllo previsti dalla legge a carico delle ASL (realizzazione dell’anagrafe regionale delle vaccinazioni)”-
Per la Flc Cgil è “opportuna una revisione della legge sull’obbligo vaccinale che sappia tenere insieme due diritti costituzionalmente garantiti e per il singolo e per la collettività: la salute e l’istruzione”.
Quanto alla disposizione prevista dall’art. 4 del decreto legge 73/2018 sulla formazione delle classi in cui siano presenti minori non vaccinati per motivi di salute, “l’Amministrazione – ha spiegato la Flc Cgil ha sottolineato come l’inserimento degli alunni non vaccinabili per motivi di salute in classi in cui siano presenti solo alunni vaccinati debba essere praticata laddove ciò sia possibile. Nessuna responsabilità potrà essere imputata al dirigente scolastico in caso di oggettiva impossibilità”, chiarisce il sindacato.
24 Agosto 2018
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