Più vecchi e più felici, ma i ricercatori non sanno perché

Più vecchi e più felici, ma i ricercatori non sanno perché

Più vecchi e più felici, ma i ricercatori non sanno perché
Con l’avanzare dell’età si è generalmente più sereni e si lasciano alle spalle i ricordi negativi e le delusioni della vita. Le cause sono sconosciute, ma il dato sembra essere evidente. La ricerca che ne parla è stata pubblicata su Perspectives on Psychological Science.

Gli anziani sono in media più felici delle altre persone. A dirlo non sono giovani che vedono l’arrivo del pensionamento sempre più lontano, ma ricercatori del Georgia Institute of Technology e della Northeastern University. Sembra infatti, da uno studio pubblicato su Perspectives on Psychological Science che le persone di mezz’età si concentrino più spesso sui bei ricordi e sugli eventi positivi della loro vita, e tendano a dimenticare o a non pensare a quelli negativi. Secondo gli psicologi è proprio questo che li aiuterebbe a mantenere un equilibrio emotivo migliore.

“Ci sono molte teorie che provano a spiegare un’eventuale differenza nella percentuale di persone felici tra i più anziani rispetto ai più giovani, ma prima di oggi nessuno aveva tentato di verificarne direttamente l’evidenza”, ha spiegato Derek Isaacowitz, ricercatore della Northeastern University.

In questo studio gli psicologi hanno mostrato foto di volti e situazioni ad un gruppo di persone anziane, scoprendo come queste tendano a focalizzare la propria attenzione su quelle felici più che su quelle tristi, ricordando i momenti positivi della loro vita. In altre parole, i ricercatori hanno scoperto che da una certa età in poi, si tende a soffermarsi più sulle situazioni e le circostanze che sollevano l’umore, piuttosto che quelle che deprimono, così come studi precedenti avevano dimostrato che in vecchiaia si tende a perdonare più facilmente a se stessi i traguardi mai raggiunti e a dimenticare le delusioni.

I ricercatori non sanno però spiegare perché questo accada. “Quando proviamo a valutare i processi cognitivi e i cambiamenti di umore con le altre persone, non sempre ci rimane così semplice”, ha spiegato Isaacowitz. “A volte guardare immagini positive non fa affatto sentire meglio”. E in effetti, ci sono persone che sono addirittura felici nell’osservare le disgrazie degli altri. “Gli anziani sembrano dunque più felici in media, ma stiamo ancora cercando di capire come questo possa succedere e perché. E soprattutto vogliamo indagare cosa nella loro biologia e neurofisiologia aumenti le sensazioni positive”.
Per alcuni ricercatori, la spiegazione non sarebbe tanto l’abilità dei più anziani di mantenere alto l’umore, quanto più questa sarebbe conseguenza della demenza incipiente. Una spiegazione molto meno romantica, che a dirla tutta ci piace meno della prospettiva di arrivare alla serenità lasciandosi progressivamente alle spalle le cose più brutte della vita.

Laura Berardi

11 Gennaio 2012

© Riproduzione riservata

Aifa richiama all’uso corretto del paracetamolo, in particolare al sovradosaggio negli adolescenti
Aifa richiama all’uso corretto del paracetamolo, in particolare al sovradosaggio negli adolescenti

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diffuso oggi un richiamo sull’importanza di un uso corretto e consapevole del paracetamolo, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. “L’assunzione...

Giornata Igiene delle Mani, da ECDC nuove linee guida contro le infezioni e un tool di monitoraggio
Giornata Igiene delle Mani, da ECDC nuove linee guida contro le infezioni e un tool di monitoraggio

Per la Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani, il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) pubblica la proposta di nuove linee guida per l’istituzione e l’implementazione...

Programma attività Aifa 2026. Le Regioni chiedono più governance condivisa: “Coinvolgere i territori su HTA, accesso ai farmaci e ricerca indipendente”
Programma attività Aifa 2026. Le Regioni chiedono più governance condivisa: “Coinvolgere i territori su HTA, accesso ai farmaci e ricerca indipendente”

Le Regioni chiedono un rafforzamento del proprio ruolo nella programmazione 2026 dell’Aifa. È quanto emerge dalle osservazioni trasmesse dal Coordinamento nazionale farmaceutica della Commissione Salute nell’ambito della richiesta di parere...

Roche: in Lombardia impatto da 467 milioni di euro e 1.570 posti di lavoro tra diretti e indiretti
Roche: in Lombardia impatto da 467 milioni di euro e 1.570 posti di lavoro tra diretti e indiretti

Un impatto economico di 467 milioni di euro, pari a 1 euro ogni 1.000 di PIL regionale, con un effetto moltiplicatore di 1,8 sul valore aggiunto, 1.570 posti di lavoro...