Per la prima volta meeting un internazionale dedicato agli specializzandi e studenti di medicina
I dati forniti da una survey, condotta su circa la metà dei partecipanti, hanno evidenziato che per quasi il 90% di loro si è trattato della prima esperienza di meeting internazionale sulla sicurezza delle cure dedicato solo a studenti e specializzandi, l’80% di loro non conoscevano ancora il Multi-professional Patient Safety Curriculum Guide dell’OMS. Solo meno della metà ha dichiarato di aver ricevuto alcune ore di formazione dedicate al rischio clinico durante il corso universitario e di specializzazione.
Questi dati hanno reso ancora più importante il meeting come punto di partenza di un processo che vedrà diventare presto questi specializzandi promotori di una nuova cultura della qualità e sicurezza delle cure ed etica professionale.
Presenti al convegno i vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla Patient Safety, Sir Liam Donaldson e la dr.ssa Neelam Dhingra e, dell’Istituto Superiore di Sanita, il prof. Walter Ricciardi. Sono intervenuti inoltre alcuni dei maggiori esperti di qualità e sicurezza del lavoro, Peter Lachman (CEO ISQua), Pascale Carayon (University of Madison) e hanno dato agli studenti rispettivamente la dimensione del problema sicurezza e fatto capire l’importanza del fattore umano nella prevenzione degli eventi avversi.
Riccardo Tartaglia, promotore dell’evento, ha detto in apertura che la ricerca sul fattore umano in medicina, da dopo la pubblicazione del rapporto “To err is human” è andata quadruplicandosi e, il rapporto dell’Istitute of Medicine, si può considerare come uno dei più importanti successi della ricerca, proprio per la consapevolezza che ha determinato nella classe medica sul problema.
Nel suo intervento conclusivo Liam Donaldson ha sottolineato l’importanza di iniziative dedicate alle nuove generazioni di esperti sanitari in quanto solo i giovani possono portare idee fresche e una prospettiva meno formale di visione del futuro. E’ però necessario un confronto tra le nuove generazioni e quelle precedenti per ridurre la paura del cambiamento nella vecchia generazione e il timore dei giovani del mantenimento dello ”status quo”.
Un consiglio ai mentori è stato quello di educare al lavoro di squadra, superando la visione in silos e individualista del lavoro in ospedale.
Donaldson ha concluso il suo intervento, sintetizzando le presentazioni di Peter Lachman, Pascale Carayon e Susan Sheridan, citando tre canzoni:
Visione e speranza di cambiamento: Imagine by John Lennon
Impegno e coraggio nell’andare Avanti: The Ghost of Tom Joad by Bruce Springsteen
Compassione e empatia: Sounds of silence by Simon&Garfunkel
Il congresso della International Ergonomics and Human Factors Association ha dato grande evidenza al lavoro svolto nel nostro paese nell'ambito di questa disciplina. Il premio conferito a Riccardo Tartaglia (IEA Fellow Award 2018) dalla International Ergonomics Association (in 60 anni solo un'altro italiano, il prof. Sebastiano Bagnara, aveva avuto questo riconoscimento) e la vicepresidenza della International Ergonomics Association a Sara Albolino, vice direttore del Centro Gestione Rischio Clinico Toscana (WHO Collaborator centre proprio sul fattore umano) sono la dimostrazione più evidente del lavoro svolto in questi anni.
A conclusione dei due intensi e proficui giorni di lavori e visto il grande interesse ed entusiasmo degli specializzandi, abbiamo deciso di fissare già le successive due edizioni del Meeting Internazionale: il prossimo luglio a Lisbona nell’ambito del congresso internazionale della International Ergonomics Association “Healthcare Ergonomics and Patient Safety” e nel 2020, di nuovo a Firenze, al congresso della International Society for Quality in Health Care.
Il Coordinamento delle Società scientifiche per la Qualità e Sicurezza delle cure, costituito nel nostro paese durante il congresso IEA, e promosso da Riccardo Tartaglia, Presidente del Italian Network for Safety in Healthcare e, Francesco Di Stanislao, Presidente della Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria, sarà impegnato nei prossimi due anni nella sua organizzazione. Al coordinamento hanno già aderito numerose società scientifiche a iniziare dalla Federazione Italiana Società Medico-Scientifiche FISM.
Giulia Dagliana e Sara Albolino
Chairs WHO Collaborating Center in human factor and Ergonomic for the delivery of safe and quality care
Sofia Paiva e Adriana Romani
Intern Centro Gestione Rischio Clinico e Sicurezza della del paziente
05 Settembre 2018
© Riproduzione riservata
I più letti

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

Meningite in Uk, l'infettivologo Andreoni: "Nessun rischio per l'Italia, ma il focolaio può allargarsi"

Decreto carburanti. Il conto lo paga anche la Sanità: 86 milioni tagliati al Ministero della Salute per finanziare la riduzione delle accise

Primo caso umano di virus influenzale Aviaria (H9N2) in Europa, identificato in Lombardia. Ministero della Salute: “Situazione sotto controllo”

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

Medici di famiglia. La rivoluzione di Forza Italia: 38 ore settimanali e nuovo ruolo nelle Case della Comunità

Va in pensione con 100 giorni di ferie non godute: indennizzo da 60mila euro al medico

L'Argentina ufficializza l'uscita dall'Organizzazione mondiale della Sanità

Cervello. Scoperto il meccanismo che ci permette di “vedere” gli oggetti anche quando scompaiono