I cereali integrali aiutano a prevenire la comparsa del diabete di tipo 2

I cereali integrali aiutano a prevenire la comparsa del diabete di tipo 2

I cereali integrali aiutano a prevenire la comparsa del diabete di tipo 2
Un nuovo studio condotto in Svezia e in Danimarca ribadisce l’utilità dei cereali integrali nella dieta; da questa nuova ricerca emerge in particolare un loro ruolo nella prevenzione del diabete di tipo 2. Ma i vantaggi per la salute di questa categoria di alimenti, va ben oltre gli effetti sul metabolismo. Per questo gli autori dello studio raccomandano il consumo di cereali integrali e di rinunciare agli estremismi delle diete ‘low-carb’ che escludono dall’alimentazione anche questo prezioso gruppo di alimenti. Italia e Spagna i Paesi europei dove se ne consumano purtroppo di meno.

I cibi integrali (che si tratti di segale, avena, grano poco importa) aiutano a prevenire il diabete di tipo 2. E’ quanto suggerisce una ricerca della Chalmers University of Technology (Svezia) e del Danish Cancer Society Research Center. Che i cereali integrali siano alleati della salute non è certo una novità, ma questo studio ne conferma il ruolo nella prevenzione del diabete di tipo 2.

“La maggior parte degli studi su questo argomento sono stati condotti negli Usa – commenta Rikard Landberg, Professore di Alimenti e Salute  presso la Chalmers University of Technology – dove la gente assume cereali integrali soprattutto sotto forma di frumento. Nel nostro studio siamo andati a vedere se tra i diversi cereali ci fossero differenze da questo punto di vista. Differenze che potrebbero essere legate al loro diverso contenuto di fibre dietetiche e di sostanze bioattive, con un ruolo noto nell’influenzare i fattori di rischio per diabete di tipo 2”.

Il nuovo studio, condotto in Danimarca, dove si consuma un’ampia varietà di cereali integrali, ha in realtà dimostrato che non importa molto il tipo di cereale consumato, quanto il fatto che sia integrale; in altre parole, purché integrali, avena, frumento, muesli, pane di segale, tutti conferiscono una protezione contro il diabete di tipo 2.

I 55.000 partecipanti della coorte del Danish Diet, Cancer, and Health, seguiti per 15 anni,  sono stati divisi in 4 gruppi a seconda del consumo di cereali integrali che avevano riferito. Il gruppo con il più alto consumo riferiva di assumere circa 50 grammi di cereali integrali al giorno (corrispondente ad una porzione di porridge di fiocchi d’avena e una fetta di pane di segale, ad esempio).
La comparsa di nuovi casi di diabete di tipo 2 è risultata inferiore nel gruppo a maggior consumo di cereali integrali, rispetto a quello a minor consumo. In particolare, nel gruppo ad elevato consumo di cereali integrali, il rischio di diabete è risultato inferiore del 34% tra gli uomini e del 22% tra le donne.

“Negli studi condotti in America – Ricorda Landberg – il gruppo a più elevato consumo di cereali integrali, corrisponde, come quantità di cereali consumati, al gruppo a minor consumo in Danimarca. Così in Europa, i Paesi Scandinavi sono quelli che consumano la maggior quantità di cerali integrali, mentre Spagna e Italia sono il fanalino di coda, in questa classifica. Mangiare integrale, oltre a ridurre il rischio di diabete, ha anche tanti altri effetti positivi per la salute ”

Da questo studio, i cereali integrali emergono come una delle strategie dietetiche più efficaci per ridurre il rischio di diabete di tipo 2. Altre misure dietetiche importanti nel ridurre questo rischio, come emerge da altre ricerche, sono bere caffè e ridurre al minimo il consumo di carni rosse.

Per ‘cereali integrali’ si intendono quelli che contengono tutte e tre le principali componente del chicco di grano: endosperma, germe, crusca. Chi cerca di evitare del tutto il consumo di cereali, nel tentativo di seguire una dieta ‘low carb’ (a basso contenuto di carboidrati), si perde dunque tutti gli effetti benefici sulla salute dei cereali integrali, che derivano soprattutto dalla crusca e dal germe.

“I carboidrati – afferma Landberg – sono un gruppo di alimenti molto eterogeneo che comprende zuccheri, amido, fibre. Ognuno di questi merita un’attenzione separata e non bisogna fare di ogni erba un fascio perché ognuna di queste componenti ha degli effetti completamente diversi sulla nostra fisiologia e sulla salute. Per quanto riguarda i cereali integrali il verdetto degli studi è molto chiaro: non ce n’è stato uno tra tutti quelli condotti nel mondo che abbia mai evidenziato effetti negativi derivanti dal loro consumo”.  

Maria Rita Montebelli
 

Maria Rita Montebelli

05 Settembre 2018

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...