E-cig. lo “svapo” si sposta da una stanza all’altra

E-cig. lo “svapo” si sposta da una stanza all’altra

E-cig. lo “svapo” si sposta da una stanza all’altra
Per la prima volta un gruppo di ricercatori Usa ha studiato come il fumo delle e-cig “di seconda mano”, ovvero quello che va a depositarsi su oggetti presenti in una stanza dove non ci sono fumatori. Come il fumo di sigaretta, anche lo “svapo” delle e-cig lascia residui a distanza

(Reuters Health) – La nicotina e le altre sostanze chimiche contenute nelle sigarette elettroniche una volta “svapate” (cioè esalate), possono passare attraverso le prese d’aria, lasciando residui sulle superfici di altri luoghi della casa. È quanto afferma un nuovo studio americano, pubblicato da Tobacco Control.

Lo studio
In un centro commerciale californiano, i ricercatori hanno tracciato le sostanze chimiche da sigaretta elettronica di un negozio di questi prodotti e ne hanno ritrovato alcuni residui in un negozio accanto. Sebbene diversi studi abbiano identificato le sostanze chimiche presenti nei liquidi delle sigarette elettroniche, poco si sa sui loro residui, che si depositano sulle diverse superfici.

“Le sigarette elettroniche e i liquidi stanno evolvendo e ogni giorno sono introdotti sul mercato nuovi prodotti – spiega Careen Khachatoorian della University of California di Riverside, che ha condotto il lavoro – La comunità scientifica dovrebbe stare al passo con questi prodotti e informare i fumatori di e-cig, i non utilizzatori e soprattutto chi non sa di essere esposto passivamente a queste sostanze”.

Khachatoorian e colleghi hanno analizzato l’accumulo di residui esalati dalle sigarette elettroniche negli asciugamani di cotone, carta e spugna che hanno posizionato nelle vicinanze e in un negozio accanto, collegandoli all’impianto di condizionamento.

Le esposizioni sono state sia brevi (uno, quattro e otto giorni), sia lunghe (uno, due e tre mesi). I ricercatori hanno cercato nicotina, altri alcaloidi e nitrosammine specifiche del tabacco, che sono state collegate ad agenti cancerogeni. Hanno anche posizionato (per uno, tre e sette giorni) gli asciugamani sul corridoio del centro commerciale, su un diverso impianto di condizionamento.

I risultati
Sugli asciugamani del negozio accanto alla rivendita di e-cig sono stati rilevati nicotina, alcaloidi e nitrosammine sia dopo le esposizioni a breve termine sia dopo quelle a lungo termine. Generalmente le concentrazioni aumentavano nel tempo. Anche i campioni di tessuto esposti per un giorno presentavano tracce di nicotina, mentre i campioni di controllo, posizionati nel corridoio del centro commerciale, non contenevano alcuna sostanza rilevabile.

“Con le sigarette elettroniche accade qualcosa di simile al fumo di terza mano (quello che si deposita su tende, tappeti e indumenti) – spiega Khachatoorian – A differenza del fumo delle sigarette tradizionali, però, non conosciamo gli effetti sul lungo periodo sulla salute né del fumo attivo, né di quello passivo da e-cig”.

Fonte: Tob Control 2018

Carolyn Crist

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

Carolyn Crist

12 Settembre 2018

© Riproduzione riservata

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