Dieci geni danno il via alla vitiligine

Dieci geni danno il via alla vitiligine

Dieci geni danno il via alla vitiligine
Uno studio che ha coinvolto l’Istituto San Gallicano, pubblicato su Nature Genetics, fornisce nuove basi per la definizione delle basi genetiche di questo disordine della pigmentazione cutanea.

Bastano anomalie in soltanto dieci geni coinvolti nella risposta immunitaria, ed in particolare in quelli che regolano l’espressione genica e la funzione dei linfociti T e di proteine chiave nel meccanismo di difesa dell’organismo, a causare la vitiligine.Se nei soggetti sani, infatti, la risposta immunitaria è un fattore protettivo, nelle persone affette da vitiligine può provocare un eccessivo aumento di aggressività delle cellule del sistema immunitario. Queste alterazioni, insieme ad altri fattori come lo squilibrio delle capacità antiossidanti e la presenza di un assetto lipidico suscettibile allo stress ossidativo e in grado di influenzare la funzionalità della membrana cellulare, contribuiscono a provocare la morte dei melanociti.
È quanto è emerso da uno studio multicentrico che ha coinvolto diversi centri di eccellenza statunitensi ed europei per la cura e la ricerca sulla vitiligine, tra cui l’Istituto San Gallicano di Roma. La ricerca è stata pubblicata nei giorni scorsi su Nature Genetics.
“L’importanza dello studio – ha affermato Mauro Picardo, coordinatore della task force europea sulla vitiligine e direttore del Laboratorio di Fisiopatologia Cutanea dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma – è data dalla riconferma su un gruppo indipendente di soggetti dei risultati ottenuti in un precedente studio pubblicato lo scorso maggio sul New England Journal Medicine. L’aumento del rischio relativo per ciascun gene identificato, è relativamente modesto, ma l’indicazione sul possibile ruolo nella patogenesi della malattia e nella possibile identificazione di sottogruppi di pazienti è molto importante e potrebbe fornire gli spunti per sviluppi delle attuali terapie”.
“Questo lavoro – ha aggiunto Aldo Di Carlo, direttore Scientifico del San Gallicano – identifica altri due nuovi loci, oltre a quelli già conosciuti, di suscettibilità alla vitiligine. Loci che codificano importanti proteine dell’immunoregolazione.  Questi nuovi aspetti potranno in un prossimo futuro concorrere  a determinare un approccio più mirato sia nel trattamento sia nella prevenzione della vitiligine generalizzata”. 

05 Luglio 2010

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