Binetti (Udc): “Nel documento Pdl molte cose condivisibili. In primis che le ricette restino in farmacia”
D’accordo onorevole Binetti, questo come premessa sulle liberalizzazioni, ma sul documento del Pdl, che insieme a voi e al Pd sostiene il governo, qual è la sua valutazione?
Nel documento del Pdl, che io non giudico, ci sono molte cose che ritengo ampiamente condivisibili ma che sono anche comprese nel più ampio e più completo progetto del governo. Quello che è evidente è che il Pdl in questo momento sta cercando di affrontare una situazione che è delicata soprattutto nei rapporti con il proprio elettorato: sostenere questo governo, che in fondo è quello che li ha sostituiti e che quindi li ha congedati, sostenerlo con lealtà, in unità con l’Udc e con il Pd e allo stesso tempo marcare alcune differenze che permettano ai propri elettori di riconoscerli nella loro specificità. Questa è la difficoltà che ha il Pdl, che è maggiore rispetto a quella che ha l’Udc perchè noi non siamo stati un partito di governo e abbiamo assunto una linea molto semplice e lineare che dice “se non ci sono gravi ragioni per non sostenere il governo per noi la linea governativa è vincente”. Siamo quindi favorevoli alle liberalizzazioni proposte dall’esecutivo. Però qui faccio una puntualizzazione che non so se è quella dell’Udc ma certamente è quella di molti di noi.
Prego…
La difesa ad oltranza del principio che i farmaci che richiedono la ricetta vengano venduti in farmacia. Per me questa è una garanzia della salute dei cittadini. Sono molti i prodotti venduti in farmacia che possono serenamente essere venduti in una parafarmacia ma i farmaci con ricetta no.
La tutela della salute rappresenta il valore prioritario rispetto a politiche prettamente economiche.
In tema di liberalizzazioni non era forse il caso di cominciare da categorie più grandi, che con le loro scelte e i loro costi bloccano veramente lo sviluppo del Paese?
Siamo tutti d’accordo. Mettiamola in questi termini se ci fosse stato un solo caso di malato che avesse avuto grave pregiudizio per la sua salute perchè non è riuscito a trovare il farmaco che cercava in farmacia io avrei detto che a questo punto diventava d’obbligo la riforma. Ma questo non è stato e non c’è stato nessun caso che renda così urgente la riforma. Io non credo che né i farmacisti né i tassisti rappresentino una priorità nelle politiche di liberalizzazione.
Non sono i farmacisti e i tassisti che bloccano il Paese. Questo si può dire.
Non sono loro. Però attenzione: con chiunque dovessimo incominciare si solleverebbe questa logica.
Lei crede che il governo sia a rischio su questo decreto?
No, il problema non è se farlo ma come farlo. Il problema è come trovare la giusta misura tra la fermezza nel mantenere una linea che in qualche modo necessariamente intaccherà gli interessi di qualcuno e avere presente al centro dell’attenzione il bene comune dei cittadini. Io mi oppongo alla vendita dei farmaci in parafarmacia non perchè mi preoccupi la tenuta economica dei farmacisti ma perchè mi preoccupa la salute dei cittadini.
19 Gennaio 2012
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Codice della strada. Anestesisti-rianimatori chiedono la riconvocazione del tavolo tecnico sul nuovo articolo 187

Demografia. Ue verso il declino: -11,7% entro il 2100. Per l'Italia il calo sarà del 24%. All'inizio del nuovo secolo saremo appena 44,7 milioni

Case della Comunità: stop al medico che lavora da solo. Agenas pubblica le linee d’indirizzo sulle équipe multidisciplinari. Dalla leadership condivisa al monitoraggio degli esiti. Ecco le novità

La versione di un pensionato

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Se la diagnosi è la solitudine, il medico deve ricorrere alla prescrizione sociale. Oms designa un centro per promuoverla