Sonno. Il 76% degli americani sogna di dormire meglio

Sonno. Il 76% degli americani sogna di dormire meglio

Sonno. Il 76% degli americani sogna di dormire meglio
Ad avere problemi regolari di sonno sono soprattutto le donne. Si stima che la mancanza di riposo influisca sulla qualità della vita del 45% della popolazione mondiale. Un buon sonno è tra le prima cinque priorità di salute degli americani.

Il sonno potrebbe diventare in questo decennio quello che il fitness e la dieta sono stati negli anni '80 e '90: una vera mania collettiva. Secondo una ricerca condotta dal Values Institute di DGWB, ente di ricerca socio-scientifico di Sant'Anna in California, infatti, la necessità di dormire meglio è in testa ai desideri “salutistici” degli americani per il 2012.

“Dormire, e soprattutto dormire bene, è diventata una priorità per gli americani e, più in generale, per tutti i paesi occidentali – commenta Alberto Bergamin, amministratore delegato di Tempur Italia, azienda internazionale nel settore riposo -. I ritmi di vita stressanti, le cattive abitudini alimentari e lo scarso movimento influiscono anche sul riposo, in particolare su quello delle donne”.

Secondo la National sleep foundation, infatti, ben i due terzi delle donne ad avere regolarmente difficoltà a dormire. Ma è ben il 76% degli americani a desiderare di migliorare la quantità e la qualità sonno. Si stima che nel mondo la mancanza di riposo influisca sulla qualità della vita del 45% della popolazione secondo la World association of sleep medicine.

“Tra i motivi che non fanno riposare bene ci sono sovrappeso, pressione alta, depressione e abbassamento delle difese immunitarie – afferma l'ad di Tempur -. Per trascorrere notti più serene è necessario curare l'alimentazione e fare più attività fisica durante il giorno, ma anche seguire alcuni semplici consigli: mangiare almeno due ore prima di coricarsi, non bere alcolici e, soprattutto, utilizzare supporti adeguati per dormire. Un buon materasso, in grado di sostenere la schiena in modo adeguato e di alleviare la pressione, può davvero fare la differenza”.
 
 

20 Gennaio 2012

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