Sciopero sanità. I protagonisti/11. Alicino: “Ecco perché scioperano anche gli specializzandi” 

Sciopero sanità. I protagonisti/11. Alicino: “Ecco perché scioperano anche gli specializzandi” 

Sciopero sanità. I protagonisti/11. Alicino: “Ecco perché scioperano anche gli specializzandi” 
"Servono 100 milioni per allineare laureati e borse e trovare questa somma non è impossibile". "Ma serve una chiara volontà politica. Stiamo scontando da tempo la mancanza di una programmazione seria e il risultato è che molte aree professionali rischiano di rimanere sguarnite". Così il presidente di Federspecializzandi

In vista dell'incontro programmato con il ministro Beatrice Lorenzin e a pochi giorni dallo sciopero nazionale che farà incrociare le braccia per 4 ore alla dirigenza del Ssn il presidente di Federspecializzandi, Cristiano Alicino, sottolinea che "mettere in campo 100 milioni per riallineare il numero dei laureati a quello delle borse rappresenterebbe un investimento in grado di generare importanti ritorni nel medio-lungo periodo".
 
Ci spiega i motivi che vi hanno indotto ad aderire a questo sciopero?
Il nodo principale è lo sblocco del contratto. Si tratta di un tema che forse non produrrebbe effetti nell'immediato, ma che sarà decisivo per gli assetti futuri. In ballo ci sono poi una serie di dinamiche legate al tema del lavoro, sempre più falcidiato da un eccessivo ricorso ai contratti atipici. Per quanto riguarda il nostro ambito, i problemi maggiori sono stati determinati dalla mancanza di una programmazione seria e di uno sguardo lungimirante. Basti pensare ai medici di medicina generale che sono sempre meno, provocando così carenze gigantesche. E la mancanza di pianificazione ha portato alcune aree a ritrovarsi sguarnite, fenomeno ulteriormente accentuato dal blocco del turn over.

Come giudica l’operato di questo Esecutivo?
La convocazione evidenzia la grande sensibilità di Lorenzin verso certi temi, ma alle parole devono seguire i fatti. Troppe volte le intenzioni e i proclami sono rimasti lettera morta. Cito, su tutti, un esempio. I laureati nelle nostre discipline sono in aumento, mentre diminuiscono le borse. E' proprio su aspetti come questo che servono interventi efficaci. Prima di effettuare una valutazione più definita, attendiamo che venga messo in campo il profilo operativo.

Quali aspettative avete, a breve termine, per le richieste avanzate?
Per quanto riguarda il nostro ambito, i margini di intervento ci sono. Servono 100 milioni per riallineare il numero dei laureati e quello delle borse. Sarebbe un investimento che produrrebbe ritorni enormi nel mio-lungo periodo. Ovviamente serve una chiara volontà politica, ma confidiamo che questa inizezione di liquidità avvenga. Per arrivare alla somma utile si potrebbe anche attingere al Fondo europeo per i giovani.

Il ministro vi ha convocati il prossimo 18 luglio, cosa vi aspettate da questo incontro?
Lorenzin ha mostrato un'apertura interessante sul tema della contrattazione, speriamo che l'incontro imprima una svolta radicale e che non si riveli soltanto un passaggio interlocutorio. I propositi sembrano buoni, ora servono i fatti.
 
Gennaro Barbieri 

Vedi le altre interviste: Troise (Anaao Assomed), Masucci (Uil Fpl  Medici),  Cassi (Cimo Asmd), Spanò (Sds Snabi), Cozza (Fp Cgil Medici), Grasselli (Fvm), Vergallo (Aaroi Emac), Console (Sinafo), Gigli (Fesmed), Papotto (Cisl Medici)

 

Gennaro Barbieri

18 Luglio 2013

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