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Sciopero sanità. I protagonisti/5. Cozza: "Bene Lorenzin, ma la vera partita è al Mef"

"Dopo una scellerata politica di tagli non abbiamo più le risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza. La partita della sanità si gioca infatti in primo luogo con le carte delle risorse". Così il segretario nazionale Fp Cgil Medici alla vigilia dell'incontro al ministero della Salute.

16 LUG - A pochi giorni dallo sciopero nazionale che il prossimo 22 luglio farà incrociare le braccia per 4 ore a tutta la dirigenza del Ssn e a tre giorni dall'incontro con il ministro Lorenzin fissato per il 18, il segretario nazionale Fp Cgil Medici ha spiegato di aspettarsi "impegni precisi nel merito delle questioni che abbiamo posto, almeno per quanto di competenza del Ministro della Salute. Ricordo, infatti, che il sit-in in occasione dello sciopero del 22 luglio si terrà di fronte al Ministero dell'Economia. La partita della sanità si gioca infatti in primo luogo con le carte delle risorse".
 
Ci spiega i motivi che vi hanno indotto ad aderire a questo sciopero?
Il primo obbiettivo è salvaguardare il servizio sanitario pubblico. Dopo una scellerata politica di tagli non abbiamo più le risorse necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza. Forse i cittadini non sanno che gli ultimi dati Ocse 2103 riferiti al 2011 (senza contare quindi i tagli 2012 e il dato del gambero del 2013 che vede una riduzione assoluta di un miliardo) la spesa sanitaria complessiva pro capite in Italia è stata di soli 3.012 dollari a fronte della media Ocse di 3.339.I posti letto in Italia 3,4 per mille, i pl Ocse 4,81. E nonostante meno spesa e meno letti abbiamo ancora un'aspettativa di vita di 82,7 anni a fronte di 81,1 della media Ocse. Ciò non toglie che possiamo ancora migliorare il sistema, partendo dalla lotta alla illegalità, da un controllo rigoroso degli accreditamenti, dall' appropriatezza dei percorsi assistenziali (dal potenziamento del territorio alla riqualificazione della rete ospedaliera) e dell'acquisizione di beni e servizi. In secondo luogo dobbiamo mettere la parola fine al blocco del turn over e al precariato. Va fatta una operazione verità garantendo il personale necessario per le prestazioni essenziali. E' inaccettabile che da un lato si impongano parametri lineari di riduzione delle Uoc e delle Uos, e dall'altra parte non si prevedano i parametri del fabbisogno del personale per le unità operative. 


Come incide il mancato rinnovo del contratto all'interno di questo contesto?
In questo quadro di cambiamenti è profondamente sbagliato proseguire con un blocco del contratto normativo ed economico congelato dal 2009, con l'impossibilità di poter migliorare nelle aziende le condizioni di lavoro dei medici e degli operatori sanitari, con lo svuotamento delle prerogative sindacali. Basti pensare alla questione dei riposi che finalmente dovrà essere affrontata a fronte del richiamo dell'Europa, sul mancato rispetto almeno delle 11 ore di riposo e del massimo delle 48 ore settimanali.

Quali sono gli altri temi caldi sul tavolo?
Tra le altre motivazioni dello sciopero voglio ricordare in particolare la questione centrale della responsabilità professionale. E' incredibile che non si voglia cambiare con una legge specifica un sistema sbagliato che vede i medici operare con l'ansia di poter essere continuamente denunciati in modo strumentale da chi specula sulla salute, anche se hanno agito con prudenza, diligenza e perizia. Che vede il mercato delle assicurazioni senza regole. Una giurisprudenza mutevole ed incoerente: ad esempio senza alcuna modifica del codice penale si è passati dall'obbligo di chi denuncia di dovere dimostrare le colpe del sanitario, all'obbligo del medico di dover dimostrare che tutto è stato fatto bene. Senza parlare della scelta di periti non qualificati, di risarcimenti illimitati, del paradosso per il quale le strutture pubbliche e private non hanno l'obbligo di assicurarsi al contrario dei medici. Con la grave ingiustizia di tempi lunghissimi per i cittadini di avere i giusti risarcimenti, con un percorso ad ostacoli. Infine non può essere sottaciuta la questione della formazione, dove gli studenti devono poter seguire corsi di qualità con esperienze sul campo, dove i sistemi ospedalieri e territoriali possano essere luoghi di formazione in accordo con le università, e dove siano garantiti i necessari posti per la formazione specialistica e per la medicina generale.

Come giudica l’operato di questo Esecutivo?
E' ancora presto per esprimere un giudizio. Aspettiamo le prime decisioni in merito alle risorse da destinare alla sanità, da concordare in sede di Patto per la Salute, al precariato e allo sblocco del rinnovo del contratto del pubblico impiego, nel quale rientra anche quello dello sanità, ed alla normativa sulla responsabilità professionale e la formazione.

Quali aspettative avete, a breve termine, per le richieste avanzate?
Vogliamo risposte che consentano concretamente di poter invertire la china della deriva del servizio sanitario nazionale e della svalorizzazione della professionalità dei medici e degli operatori sanitari. Voglio solo ricordare che è già saltata la scadenza del 30 giugno 2013 per l'emanazione di una prima regolamentazione della questione della responsabilità professionale ai sensi della cosidetta Legge Balduzzi, anche se insufficiente.

Il ministro vi ha convocati il prossimo 18 luglio, cosa vi aspettate da questo incontro?
In primo luogo abbiamo apprezzato la convocazione, che segue ad un primo incontro collegiale già avuto. Ci aspettiamo però impegni precisi nel merito delle questioni che abbiamo posto, almeno per quanto di competenza del Ministro della Salute. Ricordo, infatti, che il sit-in in occasione dello sciopero del 22 luglio si terrà di fronte al Ministero dell'Economia. La partita della sanità si gioca infatti in primo luogo con le carte delle risorse.
 
Gennaro Barbieri
 
Vedi le altre interviste: Troise (Anaao Assomed)Masucci (Uil Fpl Medici)Cassi (Cimo Asmd)Spanò (Sds Snabi).

16 luglio 2013
© Riproduzione riservata


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