Ruscitti risponde alla Fimmg: “Preoccupazioni infondate. Nel ddl c’è una norma transitoria che assicura la tutela dei medici”
“Le preoccupazioni della Fimmg risultano del tutto infondate – ha continuato Ruscitti – la Regione infatti non intende privarsi del contributo dei medici che oggi prestano con impegno e abnegazione la loro opera nel sistema 118, cui va reso un ringraziamento per il lavoro svolto spesso in condizioni difficili. Proprio per questa ragione, nel disegno di legge approvato dalla Giunta, pur prevedendo, come in moltissime altre regioni italiane, un percorso di passaggio alla dipendenza che assicuri un inserimento organico degli stessi nel SSR, è stata inserita una norma transitoria che assicura la tutela di questi medici. L’art. 16 sulle disposizioni transitorie chiarisce infatti, incontrovertibilmente, che nelle more della completa attuazione del nuovo assetto, i medici impiegati nel servizio di emergenza 118 potranno continuare ad essere impiegati in regime di convenzione”.
Il ricorso alla convenzione, spiega la nota della Regione, “in altre parole non viene meno fino a che non verranno definite le modalità per dotare l’Azienda AREU di personale medico dipendente, nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa in materia di accesso all’impiego nel SSN”.
Inoltre, “proprio al fine di garantire ai medici oggi in servizio l’impegno della Regione a valorizzare il lavoro svolto in questi anni si chiarisce che la Regione procederà valorizzando l’esperienza maturata nel settore”.
“Si tratta di disposizioni che – si legge ancora sulla nota regionale -, come più volte ribadito alle organizzazioni di rappresentanza dei medici, la Giunta ha voluto inserire nel testo proprio per evitare che la approvazione delle nuove norme potesse incidere direttamente e negativamente sui medici convenzionati del 118, nella consapevolezza di quanto sia impervio il percorso per costruire rapporti di lavoro dipendenti”.
Per il direttore Ruscitti “lamentare l’assenza di risposte da parte della Regione Puglia, significa fingere di ignorare che in realtà gli ostacoli per realizzare questa operazione sono in larga misura di carattere nazionale”.
“Più utile per i medici rappresentati – ha aggiunto Ruscitti – sarebbe allora garantire l’impegno, insieme alle altre organizzazioni sindacali ed alla Regione, per intervenire sul quadro normativo a cui la Fimmg fa riferimento, consentendo così ai medici che lo vorranno di modificare il proprio rapporto di lavoro con il Sistema Sanitario. Il vero paradosso è allora prodotto da una interpretazione del disegno di legge regionale esattamente opposta a ciò che la norma – tra mille difficoltà – intende realizzare: dare ai medici oggi in servizio e a quelli che si aggiungeranno nei prossimi anni condizioni di lavoro migliori e pari diritti rispetto ai colleghi che operano nella emergenza intraospedaliera”.
“Nel corso delle audizioni con le organizzazioni di rappresentanza del personale dell’emergenza urgenza – ha concluso Ruscitti – le voci favorevoli alla creazione di una Azienda regionale che operi con personale dipendente del SSR, sia pure con legittimi accenti critici su alcuni profili del testo in discussione, sono risultate in larghissima maggioranza. Persino nella riunione del CPR che riunisce le sigle sindacali dei medici convenzionati, cui la Fimmg fa riferimento, le altre sigle presenti hanno chiarito di essere favorevoli alla creazione dell’Azienda pur sottolineando con forza la necessità di assicurare le opportune tutele ai medici che oggi operano nel sistema”.
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25 Ottobre 2018
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