Aggressione alla collega di Crotone: sicuri che basti approvare il Ddl Antiviolenza?

Aggressione alla collega di Crotone: sicuri che basti approvare il Ddl Antiviolenza?

Aggressione alla collega di Crotone: sicuri che basti approvare il Ddl Antiviolenza?

Gentile direttore,
condivido quanto affermato dal Presidente Anelli, ed è apprezzabile, in proposito, l’accorato appello della Ministro Grillo ad una rapida conversione in Legge del Ddl anti-violenza. Ma siamo sicuri che, come tutti i deterrenti, la misura sia, se non risolutiva, almeno incisiva? Personalmente ho motivo di dubitare. Al netto del difficilissimo contesto socio-economico cittadino e regionale, nel quale è maturato l’episodio, questa escalation irrefrenabile che non ha eguali per nessuna altra professione (basta controllare gli archivi della cronaca nera dell’ultimo decennio) per qualità e quantità delle aggressioni fisiche, si alimenta del violento clima di delegittimazione professionale e sociale cui siamo oggetto da tempo, nell’indifferenza, se non col tacito avallo, di molti politici e mȃitre à penser.

Inutile girarci intorno. Sono biasimati i nostri stipendi di medici dipendenti del SSN (i più bassi in Europa…), non i compensi stellari di calciatori o celebrità televisive, cui tutto si perdona, in cambio di un effimero sprazzo di spettacolo, quando va bene.

Sono messi, giustamente, all’indice i deprecabili comportamenti di una esigua minoranza (molto meno dell’1% dei 110.000 medici ospedalieri) che visita in nero ed addirittura si propone la militarizzazione della libera professione intramoenia, per ridurre le “distorsioni” si dice, contribuendo comunque, si voglia o meno, a gettare ulteriore discredito sull’intera categoria. Nessuno, però, si scandalizza per analogo comportamento di ristoratori , idraulici, gioiellieri, ecc. ecc. e persino insegnanti delle cui “ripetizioni” pomeridiane ci si ricorda solo ora, senza che mai nessuno scomodasse Iene o Gabanelli per reclamare il mancato rilascio di una ricevuta ai genitori dei discenti. E dimenticando che la categoria a livello nazionale, è al primo posto tra i contribuenti per reddito dichiarato, dopo Magistrati e dall’anno scorso prima dei Notai, solo grazie all’evasione fiscale che pervade il nostro Paese!

Si infarciscono media e contenitori tv di denunce di casi di malasanità, ospitando, inaudita altera parte, parenti giustamente affranti ed avvocati prosaicamente tesi alla frenetica costruzione del quadro “risarcitorio”, se non alla pubblica gogna del professionista, senza mai ammettere che oltre il 95% dei casi si conclude con l’archiviazione o l’assoluzione e che non di rado si dovrebbe parlare di “mala-gestio” sanitaria, per ataviche disfunzioni organizzative di cui i medici ospedalieri sono vittime, non certo mandanti!

E si potrebbe continuare….

Si obietterà che non vi è alcun nesso di causalità diretta, e tecnicamente è vero, ma qualcuno può onestamente pensare che denigrazione e delegittimazione sistematiche della categoria non possano, con sempre più allarmante frequenza, armare la mano dei soggetti più deboli ed influenzabili, per status socio-economico-culturale?

Del resto, per rapportarci alla stretta attualità extra nazionale, non è stato scritto da illustri commentatori che il vero motore della sommossa dei gilet gialli che sta mettendo a ferro e fuoco la Francia, dietro ed oltre il caro benzina, non sia la rabbia feroce, l’indignazione nichilista (violenta ergo esecranda) dei nuovi paria, confinati nelle banlieue metropolitane ed emarginati da ogni possibilità di riscatto ed emancipazione per le sfrenate politiche liberiste che da anni accomuna buona parte dell’Occidente?

Intendo dire che la risposta a fenomeni sempre più frequenti di violenza verso categorie od Istituzioni, si affrontano certo aumentando la vigilanza ed incrementando le misure repressive, non disdegnando, però, un’attenta e propositiva analisi, del puzzle di fattori motivazionali che generano l’humus favorevole al ripetersi (ordinario, oramai!) di questi episodi. E traendone le relative conclusioni, in primis politiche!

Non vorrei che in questa società liquida che azzera corpi intermedi ed asset valoriali, si faccia strada, riveduto e corretto, l’apologo di Menenio Agrippa.
 
Filippo Maria Larussa
Segretario regionale Anaao Assomed Calabria

Filippo Maria Larussa (Anaao Assomed)

05 Dicembre 2018

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